27 giugno 2007

Nuova ondata di spam: Hitman intima di pagare, altrimenti uccide. Ma è una bufala.

Tra le tonnellate di mail spazzatura che quotidianamente ci invade la mail box, in questi giorni sta girandone una, per ora in inglese, firmata Hitman, che si dichiara killer professionista assoldato per 50 mila dollari da "qualcuno che ti conosce" per ucciderti. La sua missiva ha però lo scopo di rassicurarti: basta pagargliene 80 mila, e lui ti lascerà in pace. Ma mi raccomando: non contattare le forze dell'ordine, lui ti segue e sa quello che fai!

E non basta: se non rispondi all'appello, dopo qualche giorno lo stesso Hitman ti ricorda, con un'ulteriore missiva, il tuo debito con lui stavolta "condendo" l'email con tuoi dati personali, in realtà raccattati in rete tramite software spyware, per convincerti della "genuinità" della sua proposta.

E' probabile che tale appello si diffonda anche nella forma di traduzioni più o meno sconquassate in altre lingue, tra cui l'italiano.

Inutile dire che tali messaggi vanno ignorati, si tratta dell'ennesima truffa perpetrata via mail, nonostante ci siano state già persone che hanno pagato (!), tanto da spingere l'FBI a indagare. Questo fa capire come sia importante comprendere i meccanismi della rete prima di farne uso.

Questo tipo di truffa non è affatto nuovo, qualche settimana fa circolava un messaggio analogo ma meno "efferato", in cui "Prisco Mazzi", sedicente capitano della Polizia di Stato, invitava ad aprire un allegato contenente un accordo per "farsi perdonare" il furto di file mp3. Ovviamente l'allegato è un pericoloso eseguibile, con cui molto probabilmente vengono anche sottratti dati personali da utilizzare in truffe come quella di Hitman.

Qui e qui potete trovare varianti dell'email di "Hitman".

Aggiornamento: A proposito di Prisco Mazzi un blogger, Daniele Esposito, ha ideato e realizzato questa simpatica vignetta, e pare abbia intenzione di disegnarne altre...

25 giugno 2007

Esperimento di manipolazione dell'informazione

Episodio realmente accaduto: due amici passeggiano a Milano per via Torino di sabato pomeriggio, momento tipico del via vai di gente che guarda le vetrine dei negozi, o che semplicemente va a spasso. Ad un certo punto incrociano due belle ragazze bionde, minigonna mozzafiato e con spacco laterale. Una delle due si china, mettendo ben in evidenza le sue curve, dopo di che si lecca un dito. I due amici che passeggiano provano un senso di disgusto.

Che cosa si potrebbe dedurre sui due ragazzi? Diventa possibile utilizzare questa "versione" dei fatti, sfruttando superficiali giudizi di ispirazione omofobica per condannare i due ragazzi.

Nel racconto c'è stata però un'omissione: la ragazza, dopo essersi chinata e prima di leccarsi un dito, ha grattato con l'unghia del medesimo dito, una cicca spiaccicata sul marciapiede...

17 giugno 2007

Venditore di occhiali

Grazie ad un post di Fry, ho trovato un video di un caso oramai archiviato, ma che è sempre divertente ripescare. E' un'assurda intervista di Enrico Lucci a Lapo Elkann. Vederla e sentirla solamente non rende però giustizia alla geniale idea di Lapo... per questo sotto il video ne ho trascritto, no comment, il dialogo principale, a partire (nel video) dai 2 minuti e 45 secondi...
Lucci: E' arrivato il giorno importante?
Lapo: Esatto.
Lucci: Moh me spieghi tutto, eh?
Lapo: Ti spiego tutto.
Lucci: Oggi presentiamo cosa?
Lapo: Allora, oggi parliamo di questo mondo che [incomprenso].
Lucci: Cioè il mondo nuovo?
Lapo: E' un made in Italy due punto zero. Cosa intendiamo per made in Italy due punto zero...
Lucci: Made in Italy due punto zero?
Lapo: ...è la congiunzione...
Lucci: Aspetta, aspetta, diciamo... allora... facciamo il punto.
Lapo: E' un mondo. Questo mondo fa parte, come dire, della congiunzione del vecchio col nuovo.
Lucci: Vecchio e nuovo si uniscono...
Lapo: Questo vuol dire congiungere la storia con il futuro.
Lucci: Storia e futuro si congiungono in questa tua... possiamo dire... in questa tua... tua invenzione...
Lapo: Sono oggetti che il consumatore potrà personalizzare. Cosa intendo per personalizzare: intendo molto semplicemente...
Lucci: Aspetta, ecco... vediamo: cosa intende Lapo per personalizzare.
Lapo: Allora, per personalizzare intendo: c'è un prodotto, questo prodotto il consumatore lo compra, ma nel comprarlo ha l'opportunità e la possibilità di poter renderlo più suo [...] Oltre che essere un prodotto innovativo, perché è un qualcosa...
Lucci: Aspetta un attimo, Lapo, scusami solo un attimo, sennò non capiamo bene. Ecco, allora... la storia, il futuro... e i... 'sto prodotto che cos'è? Cioè... il prodotto?
Lapo: Questo prodotto è un prodotto che consentirà di poter avere una visione più gradevole verso il mondo.
Lucci: Cioè il mondo più... grazie a questo prodotto...
Lapo: Consentirà di avere leggerezza sugli occhi, e per leggerezza intendiamo... arriveremo sul mercato con un prodotto... che è il prodotto... uno dei prodotti probabilmente più leggeri sul mercato. Per leggeri intendiamo che lavoriamo con un materiale innovativo, su un prodotto che viene... vicino agli occhi, e l'essere vicino agli occhi è un prodotto che si porta, nell'essere un prodotto che si porta è un prodotto che è fatto e prodotto con un materiale che non è mai stato utilizzato fino ad oggi su quel tipo di oggetto. Perché? Perché è troppo complicato.
Lucci: Aspetta un attimo, Lapo. Allora, eh... aspetta... allora, il prodotto, no?
Lapo: Sì...
Lucci: Ecco... ho capito, il prodotto, e questo prodotto come... cioè la leggerezza sugli occhi, in concreto cos'è questa cosa?
Lapo: Son degli occhiali. Ma questi occhiali sono degli occhiali....
Lucci: Ah, tutto questo son gli occhiali?
Lapo: Beh gli occhiali sono quelli che consentono di poter dar visione.
Lucci: E... e tutto questo son gli occhiali.

15 giugno 2007

L'esercito delle 12 scimmie "sbarca" a Milano

Se avete visto L'esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam, con Bruce Willis, allora conoscete bene l'immagine che vedete in questo post. Qualche simpatico burlone, davvero bravo, ha riprodotto fedelmente il logo della temuta organizzazione sovversiva animalista di cui si parla nel famoso film, e l'ha impresso con vernice rossa, come da copione, sul cancello che ho fotografato (fare click sulle foto per ingrandirle).

Tale cancello si trova a Milano, nei pressi di via Bisceglie 76, e probabilmente il nostro "attivista" non si è fermato lì... qualcuno ha avvistato le insegne del sedicente esercito altrove?

01 giugno 2007

iTunes vende musica senza DRM, ma c'è chi ancora si lamenta

Da qualche giorno iTunes, il celeberrimo negozio online di musica di Apple ha cominciato a vendere brani di EMI senza restrizioni digitali (DRM) e con bitrate raddoppiato. E' un'ottima notizia. Ma descriviamo meglio, per chi non mastica informatica, cosa significhi questo.

Fino a poco fa, ogni brano acquistato con iTunes, una volta scaricato, veniva cifrato. Significa che ciò che è stato acquistato non è ascoltabile se non prima di essere de-cifrato. Come? In questo modo: quando voglio ascoltare un brano cifrato, i programmi appositi (iTunes ed il software degli iPod) si collegano tramite Internet ai server di Apple e scaricano la chiave di decifratura, memorizzandola sul PC dell'utente se non è stata ancora scaricata. Questa chiave viene utilizzata per decifrare il brano nel momento in cui lo si vuole ascoltare. Tale protezione si definisce DRM (Digital Rights Management).

Quando tale chiave viene scaricata, i server di Apple verificano quante volte è stata effettuata tale operazione. Alla sesta volta l'operazione viene bloccata e l'utente non è più in grado di ascoltare il brano. Tale evento si verifica in vari casi:
  • Passo dal PC fisso al portatile (capita di avere più computer!)
  • Voglio ascoltare il brano sul PC di un amico
  • Ri-formatto il mio PC, perdendo quindi tutte le informazioni precedentemente presenti
  • Eccetera eccetera...
Lo scopo di tale protezione è quello di garantire ai discografici che gli utenti non si scambino i file acquistati, limitando però di fatto agli utenti onesti di usufruire pienamente di quanto acquistato.

Tale tipo di protezione è presente in tutti i music store definiti "legali" su Internet (es. c'è AllOfMp3 che distribuisce brani non protetti a prezzi stracciati, ed è al centro di varie vicende giudiziarie)

Per di più, lettori di musica portatili che non siano Apple non sono in grado di effettuare la decifratura di tali brani.

Ebbene, in seguito ad anni di dibattiti e critiche, da poco i brani degli artisti legati ad EMI sono disponibili su iTunes in doppia versione: con DRM e senza DRM. Le differenze sono due, con una eccezione che riguarda l'acquisto degli interi album:
  • I singoli brani con DRM costano 0.99 € (come prima), ed hanno un bitrate (traducibile più o meno con "qualità del suono") di 128Kb/s
  • I singoli brani senza DRM costano 1.29 € ed hanno un bitrate di 256Kb/s, il doppio di quelli protetti
  • Gli album interi invece, hanno lo stesso prezzo in entrambe le versioni (con e senza DRM)
Fatta eccezione la nota del prezzo del singolo brano, decisamente alto, la notizia è di quelle buone: finalmente l'utente può disporre come preferisce del brano acquistato. C'è però chi ha ancora da ridire da più parti della rete adducendo varie critiche:
  • Nel brano acquistato senza DRM ci sono le informazioni per risalire al compratore del brano, violando la privacy
  • All'utente medio non interessa la maggiore qualità a disposizione
  • Il formato utilizzato dai brani non è MP3 bensì AAC (o MP4), quindi meno utilizzabile
Tali "critici" però non tengono presente che:
  • Le informazioni sul compratore c'erano anche prima
  • Se hai paura che le informazioni vengano diffuse diffondendo il file, allora sei nel torto, perché probabilmente hai intenzione di condividere il file, ed è vietato distribuire materiale coperto da diritto d'autore
  • La qualità interessa eccome l'utente, tanto che la "punizione" che i nuovi e disonesti sistemi di protezione dei dispositivi "HD-Ready" infliggono al presunto violatore del copyright è l'abbassamento artificioso della qualità dell'immagine trasmessa
  • Il formato MP3 è coperto da brevetti, mentre il formato AAC (o MP4) non impone alcun pagamento di royalty per la distribuzione di contenuti, quindi è meglio. Inoltre l'iPod non è l'unico lettore portatile in grado di gestire brani in tale formato
  • A parità di bitrate, un brano compresso in formato AAC (o MP4) ha una qualità maggiore rispetto allo stesso brano compresso in formato MP3
In conclusione, c'è chi non è mai contento e deve vivere in continuo stato di guerra per dare un senso alle proprie idee.