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29 maggio 2008

Attenzione ai "nuovi" metodi educativi

"Benvenuti in LifeWings!" recita l'incipit del sito www.lifewings.org. Proseguendo nella lettura, si apprende che è il sito di un'associazione senza scopo di lucro, finalizzata (secondo quanto recita il sito), allo sviluppo armonioso del bambino, affiancando ai programmi educativi di base anche materie come ecologia, etica dell'economia, etc. e fin qui tutto sembra procedere per il meglio.

Nel paragrafo successivo viene meglio specificato che la crescita personale viene promossa attraverso tecniche energetiche e spirituali, e quando qualcuno inizia a parlare di energia in termini impropri, scatta il dubbio. Guardando meglio il sito (cliccando sull'immagine qui in alto c'è una porzione di screenshot del sito al momento in cui scrivo questo post, consiglio di farvici un giro prima o dopo aver letto questo post), c'è un bell'appuntamento: "Vi parla una bambina indaco", 21 Maggio 2008, ore 21, Mondandori Via Marghera 28 Milano... luogo che conosco, ed infatti ci sono andato.

La bambina indaco che parla si chiama Elizabeth Vitali, ha 27 anni ed è la fondatrice di LifeWings, e sulla stessa homepage del sito la Vitali si definisce Spiritual Director, titolo che mi era ignoto. Su un volantino introduttivo presente sulle poltrone, è scritto che l'associazione LifeWings collabora con gli orfanotrofi. La mia amica Roberta Carluccio, che ringrazio, dottoressa in Scienze dell'Educazione nonché mia consulente per l'occasione, mi fa però notare che la legge 149 del 28 marzo 2001 ha decretato per il 31 dicembre 2006 la chiusura di tutti gli orfanotrofi, disponendo il trasferimento degli ospiti in case famiglia o in famiglie che hanno chiesto l'adozione o l'affido. Sul sito invece il riferimento agli orfanotrofi non c'è.

Elizabeth Vitali si presenta dicendo che è stata una bambina indaco. Ma cosa è un bambino indaco? Lei stessa pone la domanda e dà una risposta (qualcosa è scritto sul sito): a suo dire i bambini indaco sono bambini che:
  • hanno un'aura di colore indaco
  • hanno poca energia nel chakra che si trova grossomodo tra le gambe, quindi la loro energia sale verso l'alto
Per questi motivi:
  • hanno poca voglia di mangiare
  • sono eclettici, ma poco completi, non si specializzano
  • hanno molta fretta
  • hanno difficoltà nel vestirsi
  • si ammalano spesso
Qualcosa non vi quadra? Neanche a me, specie nel nesso causa-effetto. Per chi fosse a digiuno dei termini usati, l'aura è (a detta della Vitali) il campo elettromagnetico che ci circonda (ma che nessuno strumento di misura è in grado di rilevare). I chakra sono, secondo la terminologia New Age, i punti energetici del nostro corpo, che sono sette (sì, come Ken Shiro, l'uomo dalle sette stelle, come si faceva chiamare anche suo fratello Jagger).

Esaminando quindi la frase "hanno un'aura di colore indaco" se ne deduce che questo significa che emetterebbero delle radiazioni visibili di colore indaco, ma non mi risultano esistere esseri umani in grado di emettere luce propria. I chakra e le loro collocazioni, parimenti, non hanno alcun riscontro medico, così come la loro presunta energia di tipo non meglio specificato.

In sostanza, la Vitali ha detto che a causa dei "motivi" citati alcuni bambini presentano le caratteristiche elencate. Ma soprattutto svela qual'è la maggiore conseguenza di avere poca energia nel chakra "basso" (testuali parole "poca energia nei primissimi livelli")...

...per questo tali bambini hanno ansia di quello che succederà dopo.
Per rimediare a questo problema, dice la Vitali, nel suo istituto LifeWings si mostra al bambino una sequenza di disegni in cui viene rappresentata l'azione che si farà: ci si vestirà, si andrà a scuola, si pranzerà, si tornerà a casa e si andrà a dormire.

La dott.ssa Carluccio (la mia consulente) mi dice che questi sintomi (l'ansia del dopo), più che indicare un bambino indaco, indicano assieme a tutta una lunga serie di altre sintomatologie (quindi non da soli), il disturbo chiamato ADHD, spesso indicato come iperattività, e che il mostrare al bambino delle illustrazioni su cosa si farà durante la giornata fa parte di un normalissimo ciclo di psicoterapia, disciplina ben nota e studiata.

Piccolo inciso: Elizabeth Vitali non si è presentata come né come psicologa, né come psichiatra, né genericamente come dottoressa. Questo particolare si rivelerà utile più avanti.

La conferenza prosegue sulle caratteristiche dei bambini indaco e sui motivi per cui si comportano in modo sfuggevole e difficile da gestire:
  • Sentono di dover insegnare qualcosa ai loro genitori
  • Sentono di non appartenere a questa Terra
  • Sono sicuri del messaggio che portano
  • Hanno il terzo occhio sviluppato. Cosa è il terzo occhio? È la ghiandola pineale. Seguite il link per leggere cosa è in realtà la ghiandola pineale. Secondo la Vitali invece, col terzo occhio si vede l'aura, il campo elettromagnetico che circonda il nostro corpo, ma che nessuno strumento, chissa perché, è in grado di misurare.
Ma soprattutto viene fuori che...


Se il bambino indaco non viene ascoltato, ecco che diventerà un bullo e probabilmente un delinquente.

Se l'argomento non fosse così delicato come la vita dei bambini, sarebbe facile ironizzare: sembra la storia di Anakin Skywalker, da Jedi a Sith. In questo modo ha risolto in modo estremamente veloce il problema del bullismo: i bulli sarebbero in realtà bambini indaco che non sono stati ascoltati, quindi per questi bambini bisogna applicare le tecniche energetiche e spirituali.

Ma veniamo alla parte forse più curiosa: il modo in cui Elizabeth Vitali è venuta a sapere di essere una bambina indaco:

All'età di nove anni, una febbre di 41°C l'ha costretta a letto per due settimane, in cui non aveva voglia di mangiare e di bere, chiusa nella sua stanza. I suoi parenti avevano anche paura di contrarre un'infezione. Lei, nel delirio della malattia, parlava da sola, e ad un certo punto di queste due settimane (che definisce le più belle della sua vita) ha visto come una luce invadere la stanza, e sono comparse delle figure luminose che le hanno detto "sta lì" (nel senso di continuare a vivere). La nonna e le sue amiche, dopo che la malattia le era passata, si soffermavano ore con lei a parlare di questo.
Ora si ricorda di questo episodio, e vede la luce, tutte le volte che la sfiora il pensiero di "andarsene" (ha usato questa parola per indicare il suicidio). Dice che questo pensiero l'ha sfiorata spesso perché è dura vivere sapendo di dover educare i propri genitori L'uditorio, ascoltato ciò, si è commosso ed è esploso in un applauso.

Ma ora esaminiamo bene quello che ha raccontato: con la febbre a 41°C ha avuto dei deliri, ma non capisco cosa altro possa succedere ad un individuo che ha 41°C di febbre. È capitato anche a me e assicuro che in quello stato il cervello, eufemisticamente, non funziona come farebbe normalmente. In altre parole: le visioni le ho avute anch'io, ma so che erano dovute alla febbre altissima.

In seguito a queste visioni parlava da sola, e delle figure luminose le hanno detto "sta lì", ma di cosa parlasse da sola non l'ha detto. Certo ce ne sarebbe stato da parlare, dato che sua nonna e le sue amiche stavano poi ore ad ascoltarla. Capiamo anche che è una persona che pensa spesso al suicidio.

Facendo un balzo in avanti nella sua storia: nel 2000, a 20 anni, incontra per un guaritore italo-canadese, di nome David Jill, che senza conoscerla le mostra una foto di una persona dicendole "tu vedi questa persona da quando sei bambina", lei si meraviglia perché sì, lei ha spesso la visione di quella persona.

Lui le spiega che quella persona non è reale, ma è la rappresentazione che lei dà all'energia cristallina, che viene dal centro della Terra, ed ognuno di noi ne dà una rappresentazione diversa. Un attimo... se ognuno ha una rappresentazione diversa, è semplicemente impossibile che lui abbia addirittura una foto della visione della Vitali. Ma tralasciamo questo particolare.

Alla fine del suo discorso, partono le domande, ed è qui che avviene l'episodio più inquietante:

Un padre dice di riconoscere sua figlia di 5 anni nelle caratteristiche citate (fretta, difficoltà nel vestirsi). Sua figlia si ammala spesso, i medici hanno suggerito un'operazione alle tonsille, ma quando stanno per andare in ospedale, a lei sale la febbre (noto a questo punto che la normale paura di un bambino può causare questa reazione).

Questo signore chiede quindi lumi a Elizabeth Vitali, che non si presenta con alcuna qualifica medica, domandandole se è il caso di non operare, e... udite udite... la Vitali si permette di dare consigli medici dicendogli sì, hai ragione, non operare... rivolgiti invece a qualche naturopata...

Evidentemente riesce nell'intento, perché il padre appare davvero convinto di quel consiglio, pur ammettendo di conoscere la notizia della ragazzina morta per aver interrotto l'insulina a favore di rimedi alternativi.

Questo è ciò che fa veramente paura: c'è gente che affida la salute, fisica e mentale, dei propri figli a gente senza alcuna competenza medica, aspiranti suicidi, che vedono stanze inondate di luce e apparizioni di persone che non esistono, convinta che sia energia cristallina della Terra.

A quando il ritorno ai salassi e alle sanguisughe?

25 maggio 2008

Cos'è un mistero?

Una delle definizioni della parola mistero, secondo il dizionario Garzanti Online, è la seguente:
fatto, fenomeno che non si riesce a spiegare o che è tenuto segreto: il mistero della nascita; il suo passato è un mistero


Le due accezioni, che ho evidenziato rispettivamente in rosso e in blu, sono in realtà parecchio diverse anche se spesso viene ignorata questa differenza. Anzi, spesso per rafforzare la seconda accezione ("che è tenuto segreto") si carica il termine di un significato negativo, sottintendendo un deliberato atto di occultamento anche quando non è appropriato, dimenticandosi che questo è solo uno dei significati di questa parola.

Esistono evidentemente fatti che vengono nascosti in modo arbitrario e consapevole, la storia ne è piena: si pensi, riguardo l'Italia, alla strage di piazza Fontana, una strage ancora senza colpevoli. O ancora, ai fatti relativi all'eccidio che si è consumato nel 1944 a S. Anna di Stazzema, rimasto per l'appunto nascosto per anni (ma infine riportato alla luce, quindi non più un mistero).

Esistono altresì fenomeni misteriosi, in cui non c'è volontà alcuna nell'offuscare nulla, ma di cui ugualmente mancano spiegazioni. Un bellissimo ed affascinante esempio è il mistero della nascita della vita sulla Terra: si sono fatte ipotesi, congetture, esperimenti, ma per quanti esperimenti si possano fare, è attualmente impossibile riuscire a determinare (e a riprodurre) le condizioni presenti sul nostro pianeta nel momento in cui la vita ha emesso il primo vagito. Eppure non c'è nessuno che ci nasconde nulla: semplicemente siamo noi ad essere limitati e a non possedere ancora le conoscenze necessarie per darci una spiegazione in termini razionali di un fenomeno così straordinario.

La natura è per noi piena di misteri, e la voglia di disvelarli nient'altro è che la sete di conoscenza dell'uomo, la molla che fa scattare in avanti i progressi nel campo scientifico: per definizione, un mistero è tale finché non viene spiegato, e la naturale tendenza dell'uomo è quella di superare il limite dell'inspiegato e portare alla luce i meccanismi dei vari fenomeni che ci circondano.

Spesso però, come si diceva in apertura, si tende a prediligere l'accezione negativa di mistero: qualcosa che viene nascosto, celato, secretato, anche quando la situazione è tutt'altra. In altre parole, vengono creati artificiosamente dei misteri inesistenti. Questo accade perché la stessa naturale tendenza dell'uomo che lo spinge a spiegarsi ciò che gli accade attorno, lo spinge anche a cercare l'inspiegato, ma ecco che succede che...

...a volte l'inspiegato è più seducente della sua spiegazione

È come andare allo spettacolo di un prestigiatore, e mentre si guarda stupiti il suo numero, ci si accorge del trucco. Si rimane delusi, perché l'intento era passare una serata di sorpresa e meraviglia, ma accidenti, sì, lo sapevo che c'era un trucco, ma era così dannatamente banale... e tutta la magia svanisce... per incanto

Questo è comprensibile durante uno spettacolo di illusionismo, ma non lo è più quando l'intento è la ricerca di una spiegazione per un fenomeno naturale: lo scopo non è stupirsi e rimanere a bocca aperta, ma spiegare il fenomeno.

Accade così che le scie di condensazione lasciate dagli aerei, fenomeno noto e studiato fin dalla seconda guerra mondiale (in cui costituiva un problema militare: come non farsi notare dal nemico, se passando mi lascio dietro una lunga chioma bianca?), e che tutti ricordiamo fin da bambini, diventa improvvisamente un mistero, la cui spiegazione viene in realtà celata da sedicenti enti governativi che ci vogliono segretamente sterminare tutti.

Tutto ciò perché un certo Richard Finke, membro di un'associazione, Aryan Nation, intenta a riportare in auge l'eugenetica nazista, lancia nel 1995 un messaggio su Internet in cui afferma che da analisi che ha effettuato su campioni di terreno sopra cui è passato uno strano aereo, che rilasciava a suo dire strane scie, ri-battezzate "chemtrails" o "scie chimiche" in italiano, ha rilevato un'anomala concentrazione di pesticida. La gente legge il messaggio, non avendo competenze meteorologiche lo prende per buono, il messaggio col tempo si modifica e si amplifica, assume proporzioni gigantesche, il pesticida diventa bario, ed infine ne parla tutta la rete. Tale fenomeno mediatico è descritto qui.

Il falso mistero diventa un fenomeno sociale talmente vasto che, arrivando in Italia, viene preso per buono prima da parlamentari, che scialacquano risorse in inutili interrogazioni parlamentari, poi arriva in TV dove gli viene data ulteriore eco da artisti come Fabio Volo e Piero Pelù, che sentono di dover portare a termine la loro missione, cioè quella di propagandare il giusto messaggio, senza però avere competenze nel campo e quindi senza avere la capacità di avvalorarlo o smentirlo. Tralascio Voyager, di cui ho già parlato in passato.

Il fenomeno raggiunge una eco tale da dover scomodare il CICAP, che il 24 maggio 2008 organizza a Milano una conferenza sull'argomento, relatori Luigi Bignami e Simone Angioni. La conferma che il fenomeno sociale ha raggiunto dimensioni ragguardevoli è la presenza in aula di accaniti sostenitori della "teoria" delle scie chimiche, complotto dei governi ai nostri danni.
I due relatori prendono pazientemente in mano le varie "argomentazioni" dei sostenitori dell'esistenza di queste "scie chimiche" e spiegano in realtà quello che succede, come si spiega e quello che è in fase di studio.

Sì, perché in realtà un mistero esiste davvero... solo che è un "mistero meno misterioso" delle teorie che circolano: in realtà i parametri che consentono di stabilire in quali condizioni si produce il fenomeno delle scie di condensazione (che sono fatte semplicemente di vapor acqueo o di piccoli cristalli di ghiaccio) non sono ancora del tutto stati scoperti.
Ci sono per questo ricerche in atto che, lungi dal considerare un complotto questa mancanza di conoscenza, coinvolgono seri ricercatori che studiano, analizzano, ipotizzano, confermano o smantellano. Tutto ciò fa crollare come un castello di carte le argomentazioni degli "sciachimisti", che basano le loro asserzioni su definizioni meteorologiche, a loro dire ufficiali, che in realtà semplicemente non esistono.

Meno affascinante sicuramente di organizzazioni militari che spargono sostanze velenose sui cieli di tutto il mondo e di aerei militari ridipinti di bianco apposta per l'occasione.

Proprio questo è il punto: Luigi Bignami fa notare che così facendo si dissipano risorse economiche ed umane su "fenomeni" inesistenti quando invece nessuno parla, ad esempio, del fatto che tra poco più di 12 ore (attualmente sono le 11.50 del 25/5/2008) la sonda Phoenix atterrerà sul polo nord di Marte per analizzarne il suolo, soprattutto alla ricerca di acqua, ghiacciata e presumibilmente liquida nel sottosuolo. Questa ricerca aumenterà di molto la nostra conoscenza del pianeta rosso, e gli scopi a lungo termine della missione sono tutt'altro che noiosi: si parla di colonizzazione umana di Marte.

Volete saperne di più su Marte, il ghiaccio dei suoi poli e il progetto Phoenix? Consultate questa pagina del sito della NASA!

Per approfondire invece in maniera razionale il "fenomeno" scie chimiche consultate i seguenti siti:

03 aprile 2008

I "nuovi stregoni" colpiscono ancora: Cristiana Tretti e i tarocchi

Ieri sera, presso la libreria Mondadori di via Marghera a Milano, c'è stata la presentazione del libro "I tarocchi" di Cristiana Tretti. Non potevo mancare, spinto come sono dalla curiosità di capire il perché dell'interesse della gente per determinati argomenti.

L'uditorio non era numerosissimo come durante l'incontro sulla "profezia del 2012", comunque un numero non indifferente, e l'età media piuttosto alta. Sembrava che la quasi totalità degli astanti si conoscessero, probabilmente erano frequentatori degli stessi ambienti. La presentazione inizia alle 21.15, e l'introduzione non è male, presentando la storia dei tarocchi, l'origine e la loro evoluzione artistica. Dopotutto, i disegni presenti su questi mazzi di carte possono essere considerati una forma d'arte, e fin qui nulla di male; anzi, tanto di cappello a chi riesce a ricostruire l'origine e l'evoluzione storica, simbolica ed artistica di queste carte, come parte della storia dell'arte.

Poi però la relatrice si lascia andare un po'... facendo prima una precisazione: i suoi studi non sono da confondere con i presunti studi di cialtroni che parlano di predizione del futuro: lei utilizza un metodo scientifico. La Tretti fa in questo modo un'affermazione non da poco, e deve a questo punto prendersi la responsabilità di andare a fondo! Ma come vedremo, ahimè, non accadrà.

Il filo del discorso è la presunta analogia esistente tra i tarocchi e la qabbaláh ebraica. Già dalle basi di questa presunta analogia appare tutta la debolezza della tesi esposta. La spiegazione si fonda su basi numerologiche del tipo: l'alfabeto ebraico ha 22 lettere e gli arcani maggiori dei tarocchi sono 22 (gli arcani maggiori sono un sottoinsieme delle 78 carte del mazzo), oppure: gli arcani minori dei tarocchi sono 40, in 4 gruppi di 10, e l'albero della vita della tradizione ebraica ha 10 sefirot (che sono le entità di tale albero).

Allora io posso dire: 40 sono gli arcani minori, ma 40 è il mio numero di scarpe... quindi c'è una correlazione tra me ed il mazzo dei tarocchi... vale a dire, sono taroccato.

Fin qui, tutto sommato si tratta di supposizioni che possono formare ipotesi "filologiche" su questi oggetti. Poi prosegue una carrellata sui vari utilizzi che si sono fatti di questo tipo di carte: prima i nobili, che le utilizzavano come gioco scherzoso e celebrativo (attraverso le immagini raffigurate), poi attraverso il popolo, prima come gioco d'azzardo e poi... per uso divinatorio. Solo che, precisa la Tretti, quest'ultima sua affermazione non è suffragata da alcun documento. Bell'esempio di metodo scientifico.

Cristiana Tretti poi si riferisce al mazzo dei tarocchi come ad una infinita tastiera: afferma che le 78 carte possono presentarsi in tante, tantissime, quasi infinite combinazioni, che rappresentano tutte le possibili realtà. No, non proprio infinite possibilità, dice, di certo un numero finito ma tante, proprio tante tantissime! No, non ha mai fatto il calcolo ma di sicuro sono tante.

Eppure il calcolo è semplice, soprattutto per chi afferma di utilizzare un metodo scientifico: è "78 fattoriale", si scrive "78!" (settantotto, punto esclamativo) e si calcola così:

1 x 2 x 3 x 4 x ..... x 77 x 78

...di certo è un numero non "piccolo" (anche se la parola "piccolo" ha poco senso in ambito matematico), ben lungi però dall'...infinito!

Tutto questo viene detto perché poi la conduttrice si svela per ciò che è in realtà quando inizia a parlare di uso divinatorio dei taroc
chi afferma che è un argomento davvero affascinante, e che i tarocchi rispondono bene quando se ne fa un uso altruistico. Afferma che non bisogna chiedere se sarò ricco, bensì... quali sono i centri vibrazionali del mio corpo. Cosa siano i centri vibrazionali però non viene spiegato.

Alla fine del suo discorso partono le domande: le domando dove sia il metodo scientifico di cui ha parlato all'inizio. Qui diventa chiaro cosa significhi per lei (solo per lei, però) "metodo scientifico": dice che le sue ricerche si basano solo sulle fonti antiche. Replico che la scientificità si realizza tramite la ripetibilità e la falsificabilità di un fenomeno, ma a questo punto mi sento dare due risposte.

La prima risposta viene dalla relatrice, che crolla ed ammette che lei non è molto esperta di fisica e matematica. A questo punto però chiedo a quali vibrazioni si riferisse prima: la risposta è che trattasi di energie sottili, e che solo chi è sensibile, chi ci crede può avvertirle. Vale a dire, io credo che a casa mia ci siano gli extraterrestri, quindi solo io sono in grado di vederli. Tutto ciò ha un nome, ben diverso da vibrazione: si chiamano allucinazioni.

La seconda risposta invece mi perviene da un astante, il quale brandendo come un grimaldello l'esistenza della fisica quantistica (di cui non sa nulla, mi azzardo ad ipotizzare), afferma di fare una rivelazione che mi avrebbe lasciato esterrefatto "come un petardo che ti esplode fra i piedi" (testuali parole): tira in ballo un certo esperimento di radionica di Francis Bacon secondo cui è stata fatta più e più volte la prova di curare una ferita da arma da taglio, ponendo un unguento sulla ferita oppure sulla lama che ha causato la ferita. Il risultato, secondo l'astante, fu che la ferita guariva prima ponendo l'unguento sulla lama.

Incredibile, vero? Ora, a prescindere dalla verità storica dell'avvenimento, senza tirare in ballo radionica o altre simili fesserie, mi chiedo: non gli è venuto in mente che, forse, l'unguento utilizzato per curare recasse in realtà danno alla ferita, e che quindi era meglio non curare con questo unguento (o porlo sulla lama, che equivale a gettarlo via)?

Un riferimento a tale "esperimento" si trova presso questa pagina web. Ringrazio Fiorkiüsky per la segnalazione.

Per concludere, un invito a non meravigliarsi di quanti cadano "vittime" di cialtroni come Wanna Marchi: se c'è chi vende libri sui tarocchi, sulla fine del mondo e sulla radionica c'è anche chi li compra, quindi nulla di strano accade quando c'è chi sborsa migliaia di euro per un sacchetto di sale e rametti di piante.

20 marzo 2008

Deliri posticci di fine millennio: la profezia dei Maya del 2012 secondo Antonio Giacchetti

Ho letto l'annuncio sul giornale e ci sono andato, per il gusto di sentire con le mie orecchie e vedere con i miei occhi fino a che punto si spinga l'ingenuità e la creduloneria umana, anche e soprattutto in età adulta.
Ieri sera a Milano, presso la libreria Mondadori di via Marghera, Antonio Giacchetti ha presentato, assieme alla sua traduzione de "il fattore Maya", la sua "interpretazione" della ormai celeberrima profezia dell'anno 2012, ad opera degli stessi Maya.

La sala è gremita di gente ed un particolare salta subito all'occhio: relatori e moderatori tengono in mano e leggono un numero della famosa rivista di cialtronerie chiamata "Nexus Italia" (una ricerca con Google farà capire presto di che si tratta). Questo la dice lunga sulla cultura di chi ha organizzato la serata.

L'incontro già si preannunciava denso di paccottiglia pseudoscientifica e di toni apocalittici fuori luogo ed allo stesso tempo vaghi, ed infatti così è stato.

Prima dell'inizio dell'incontro però osservo un episodio quantomeno curioso: padre (di circa 40 anni) e figlio (di circa 12 anni) ascoltano l'annuncio dell'inizio dell'incontro. Il papà, entusiasta, esorta il figlio ad andare ad ascoltare quanto di interessante ci sarà da dire, dopo tutto quello che hanno letto e visto ("documentari" e forse film) su questo evento eccezionale del quale saremo partecipi... il figlio, con una semplicità disarmante gli dice che sono tutte sciocchezze. Ebbene sì, il ruolo ormai si è invertito! Sono i padri che devono ascoltare la saggezza dei figli, se senza di loro sono in grado di abboccare a simili facilonerie. Ovviamente il papà ha spiegato a suo figlio che no, questa profezia in particolare è vera, dev'essere vera, hai sentito quanta gente ne parla?

Ma passiamo avanti, anzi iniziamo, perché ad un certo punto l'incontro ha inizio: Antonio Giacchetti fa tutta un'introduzione sul tempo dicendo che i Maya ne sapevano più di noi. Non è vero che erano selvaggi e sanguinari, e sapete perché? Perché avevano 17 calendari. Senza nemmeno valutare la veridicità delle due affermazioni, non ne colgo il nesso.

Parte poi, con una pomposità fuori luogo, la spiegazione del funzionamento del calendario in uso ai giorni nostri, cioè il calendario gregoriano. Afferma categoricamente che nessuno conosce la differenza tra il calendario giuliano e quello gregoriano. Bene, il funzionamento del calendario gregoriano è noto almeno a tutti coloro che, studiando informatica, hanno affrontato l'algoritmo del calendario perpetuo. Aggiungo che basta una banale ricerca su wikipedia per trovare tutte le informazioni necessarie, ma lasciamo perdere.

Dice che i calendari giuliano e gregoriano non vanno bene, perché ci sono i mesi di durata diversa, perché ci sono gli anni bisestili (con relativo pistolotto etimologico), e queste irregolarità scombussolano la nostra energia. Certo! Bisogna invece utilizzare 13 mesi di 28 giorni ciascuno, come facevano i Maya... allora sì che tutte le nostre energie tornerebbero al loro posto! Lasciamo perdere anche questa...

Racconta un episodio incredibile: da una stele ritrovata in Sud America si evince che vi è scritto un racconto che, secondo i calcoli, si sarebbe verificato 400 milioni di anni fa... incredibile, no? Cosa sia presumibilmente successo però, Giacchetti non lo dice. Non dà quindi neanche informazioni che possano stabilire la verificabilità di tale evento (quale?).

Ma tutto ciò che nesso ha con la profezia del 2012? Non si sa, ma lui continua a parlare del tempo, dicendo che è sbagliato misurare il tempo: un incidente dura pochi secondi, ma per chi lo vive il tempo sembra non finire mai. Bene, su questo siamo tutti d'accordo. Giacchetti però non coglie la differenza tra misurare il tempo e sentirlo, percepirlo. Peccato, perché prima di pistolotti etimologici ne ha fatti parecchi. Anzi, si spinge oltre: secondo lui il tempo non va misurato, mentre lo spazio sì, perché lo spazio è uguale per tutti, come se lo spazio di un salone non venisse percepito diversamente da parte di un adulto di 40 anni rispetto ad un bimbo di 5 anni.

Poi la chicca: parla della nostra trappola! Ce l'ha con gli assi cartesiani. Sì, sono loro la nostra prigione: testuali parole "impigliati negli assi cartesiani: sono lì da 400 anni, sempre gli stessi, mentre tutto attorno è cambiato". Peccato che tra quel tutto che è cambiato c'è anche il microfono attraverso cui sta parlando e per progettare il quale gli assi cartesiani siano stati uno degli indispensabili strumenti.

Parla quindi del paradosso di Zenone mostrandosi erudito, presentandolo come attuale, quando invece nell'800 è stato ben risolto con la matematica nel continuo.

Di botto, il quesito "Cosa succederà nel 2012"? Beh... è quello che tutti si aspettavano! Riassumo il succo: secondo i Maya il 2012 sarà il termine di un'era calcolata secondo i loro canoni, formata da quattro periodi molto lunghi. Indipendentemente dal numero di anni di questi periodi, questo cosa comporterà?

Pone marcatamente l'accento sul fatto che tra un certo numero di anni la stella polare non sara più lì! Ma questo non è nulla di sensazionale, dato che la stella polare si chiama così perché ora si trova lì, vicino il nostro polo nord celeste... fra qualche decina di migliaia di anni, visto che sarà da un'altra parte, "stella polare" se ne chiamerà un'altra... guarda caso, quella che si troverà il più vicino possibile al polo nord celeste di allora!

Cosa succederà quindi... semplice, no? Si verificherà una profezia! E qui parte la definizione di profezia secondo Giacchetti: la profezia non è una previsione; la previsione dice cosa succederà in un determinato momento. La profezia invece dice che in un certo momento succederà qualcosa. Che cosa? Risponde lui stesso: non lo sappiamo. E lo ripete più e più volte: non lo sappiamo!

Accenna ad ipotesi, come l'inversione dei poli magnetici terrestri, cosa che in effetti è avvenuta nelle ere geologiche passate, ma con intervalli di tempo estremamente irregolari, come testimoniano i carotaggi effettuati dai geologi. Ipotizza che a questa inversione dei poli magnetici corrisponda un'inversione della rotazione attorno all'asse. Sì, improvvisamente la Terra inizierà a girare all'incontrario. Da dove possa scaturire una tale energia, non si sa. Persino le leggi della meccanica ne sarebbero scombinate: Giacchetti dovrebbe seguire un po' di ripetizioni sulla meccanica classica, sì, quella di Newton, di più di 300 anni fa, velocità angolare, velocità tangenziale, moto inerziale, accelerazione... In fondo, però, si arriva alla conclusione che non si sa nulla.

È fantastico! Sono rimasto lì due ore ad ascoltare un seminario sulla profezia del 2012 per sentirmi dire che nemmeno lui, l'organizzatore dell'evento, sa nulla! Non può limitarsi a dire questo! E infatti prosegue dicendo (in un climax di concetti sempre più sconnessi tra di loro) che il 2012 è una opportunità, un'occasione che abbiamo per co-creare un futuro migliore.

Poi specifica: il giorno indicato dalla profezia possono accadere, in alternativa, due cose: o ci sarà qualcuno, un eroe, che farà qualcosa di eccezionale per salvarci tutti oppure succederanno cose brutte. Cosa farà l'eroe o che cosa ci succederà, però, non lo sappiamo. In pratica se non succede nulla vuol dire che c'è stato un eroe (e la profezia sarà verificata), se succederà qualcosa di brutto la profezia sarà ugualmente verificata.

Credevo tutto fosse finito, ed invece il delirio continua: Giacchetti legge un articolo di Nexus (prima però ci invita caldamente a leggere Nexus: "leggete Nexus!") in cui è scritto che un testimone che si è firmato (la cui redazione ha però omesso il nome) riferisce che fonti sicure gli dicono che nel 2012 cadrà sulla terra il Pianeta X (la cui esistenza è notoriamente una burla) e moriranno tutti, tranne gli esponenti dei governi, specie quelli della Norvegia, che sanno tutto e ci nascondono tutto, perché si stanno costruendo dei bunker. E quando il Pianeta X sarà caduto e avrà distrutto quasi tutto e tutti, i loro eserciti saliranno in superficie per uccidere tutti i superstiti.

Basta con queste cazzate. È ora di tornare a casa.

08 dicembre 2007

Tuffo nel passato alla fiera dell'artigianato di Milano

Si chiude domani, 9 dicembre 2007, la fiera dell'artigianato di Milano. Nonostante la data, però, sembra che gli autori della grafica delle indicazioni siano rimasti un po' indietro, almeno di 17 anni.
Nella cartina dell'Europa (clicca l'immagine per ingrandirla) che fa da sfondo alle indicazioni sono infatti ben visibili:
  • Jugoslavia
  • Germania Ovest / Germania Est (DDR)
  • Cecoslovacchia
...non è forse il caso di aggiornarsi un pochino?

15 giugno 2007

L'esercito delle 12 scimmie "sbarca" a Milano

Se avete visto L'esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam, con Bruce Willis, allora conoscete bene l'immagine che vedete in questo post. Qualche simpatico burlone, davvero bravo, ha riprodotto fedelmente il logo della temuta organizzazione sovversiva animalista di cui si parla nel famoso film, e l'ha impresso con vernice rossa, come da copione, sul cancello che ho fotografato (fare click sulle foto per ingrandirle).

Tale cancello si trova a Milano, nei pressi di via Bisceglie 76, e probabilmente il nostro "attivista" non si è fermato lì... qualcuno ha avvistato le insegne del sedicente esercito altrove?

26 maggio 2007

Attenzione: "sciachimisti" a Milano

L'ultima moda del complottismo dilaga anche nel metrò di Milano (le foto sono scattate nei vagoni della linea 2, quella verde). Vediamo di cosa si tratta, e chi sono i personaggi che imbrattano i vetri delle carrozze con questi "pizzini" attaccati con la colla, con su scritto di cercare con Google "scie chimiche italia" (cliccate sulle foto per ingrandirle).

C'è gente che non è in pace con se stessa se non trova un nemico contro cui dover combattere, un acerrimo e cattivo nemico che le dia importanza, come don Chisciotte contro i mulini a vento e contro i greggi di pecore.

Avete presente gli aerei? Avete presente le lunghe scie bianche che a volte si lasciano dietro? Quante volte le avete viste, fin da bambini? Ebbene, da qualche tempo un gruppo di don Chisciotte ha deciso che si tratta di veleni, appositamente sparsi nell'atmosfera ad opera di (guarda caso) sedicenti militari statunitensi. E sapete perché? Perché ormai su questo pianeta siamo in troppi, e per evitare che si consumi tutto il petrolio, hanno deciso si spazzare via un po' di gente in modo da rallentarne l'esaurimento.

Troppa fantasia? Niente paura: ci sono ipotesi di complotto ben più fantasiose. C'è chi ipotizza vaccinazioni di massa a cui viene imputata la diffusione dell'AIDS o del morbo della mucca pazza. E ancora: sono pesticidi a cui sono sensibili tutte le piante tranne quelle geneticamente modificate della Monsanto. Hanno anche inventato un termine per definire questa terribile minaccia: sono le scie chimiche.

Qualcuno dirà: Francesco, ma che dici? Non è possibile che esista gente così fuori di testa! E invece no: la rete ne è piena, per rendersene conto basta seguire l'indicazione del pizzino fotografato nella metro di Milano. Cercare con Google "scie chimiche".

Dare eco a tali voci non è opportuno, ma lasciare un vuoto di informazione è peggio, anche perché in rete c'è parecchio rumore a riguardo. Questi "cospirazionisti", soprannominati sciachimisti, nei loro siti ipotizzano e pontificano su argomenti che non conoscono minimamente, citando come fonti sempre e solo sé stessi oppure ricerche non meglio identificate (si sa che... esiste un'intervista di... in tale anno si è detto... guardando il cielo è evidente che...) ed indicate come verità insindacabile. Seguono la strategia del "più grido, più ciò che dico è vero".

Il fenomeno ha avuto purtroppo una tale esplosione da spingere i blogger di md80.it, un sito curato da piloti ed esperti di volo, a dedicare alla smentita di tale bufala un'intera sezione del loro sito, in cui viene fatta un'indagine puntuale sul meccanismo con cui si formano tali scie, che tecnicamente altro non sono che nuvole (rimando all'approfondimento citato per tutti i dettagli).

Osservando il comportamento ed il modo di agire degli sciachimisti si nota il tipico atteggiamento degli urlatori da piazza: gridano allo scandalo, e quando gli si richiede l'onere della prova rispondono stizziti con risposte strampalate, sistematicamente smentite, quindi attaccano rabbiosi, a volte firmandosi con nomi falsi attribuendosi titoli come "dott" o "ing" (mancano solo "gran lup mannàr" o "prestanòm"), spesso rubando tali credenziali a persone realmente esistenti.

Per avere un tipico esempio di quanto appena descritto, basta leggere i commenti a questo articolo in merito all'argomento. E' una fotografia più che rappresentativa del fenomeno.

21 maggio 2007

Paolo Attivissimo all'Università Statale di Milano. Il vero e il falso su Internet

Venerdì 18 maggio c'è stata una lezione del giornalista Paolo Attivissimo sulla verità su Internet e più in generale sui media, compresi quelli tradizionali. Filo conduttore della dissertazione, le classiche bufale che circolano in rete, tipicamente nella forma di catene di sant'Antonio, spesso provenienti da persone di nostra conoscenza, intasandoci le caselle di posta elettronica di inutile spazzatura.

Sul sito del giornalista è presente un'intera sezione sul tema (a cui si farà riferimento in questo post), da lui curata ed aggiornata sistematicamente, chiamata Servizio Antibufala, in cui vengono svolte rigorose indagini, e che sarebbe bene consultare (oltre ad una rapida ricerca su Google) prima di cliccare su inoltra.

Tipici temi trattati sono gli appelli medici, riguardanti spesso casi conclusi, nel bene o (purtroppo) nel male, anche parecchi anni fa, ma che continuano a circolare imperterriti attraverso amici e colleghi che, non preoccupandosi di effettuare le verifiche del caso, con disinvoltura fanno click su "inoltra" e disseminano ovunque il testo della missiva, che spesso contiene riferimenti telefonici.

Tali riferimenti telefonici possono appartenere sia ai mittenti originari, i quali poi vengono bombardati per anni da telefonate che richiedono spiegazioni (immaginate come possano essere recepite tali chiamate se il parente oggetto dell'appello fosse nel frattempo deceduto), sia a garanti involontari, ossia persone che inoltrano l'appello includendo nel messaggio la propria firma. Se si tratta di un appello medico, e la firma di un "anello" della catena contiene la dicitura "dott.", ecco il garante involontario, che diverrà anche lui oggetto di petulanti telefonate e che sarà probabilmente costretto a cambiare numero telefonico.

Un altro dei temi trattati in tali tentacolari missive è la segnalazione di sostanze pericolose negli alimenti, che spesso sono idiozie confezionate ad arte: tipico è il caso del pericolossimo colorante E330 utilizzato nelle merendine: in realtà E330 è l'innocuo acido citrico, sì, quello contenuto nel succo di limone, come si può leggere qui e qui.

Cosa può produrre un pigro inoltro di una tale informazione? Ad esempio un immotivato allarmismo seguito da un altrettanto insensato boicottaggio dei prodotti i cui nomi sono contenuti nell'appello inoltrato.

Ci sono spesso casi di bufale corredate da immagini modificate ad arte con Photoshop & simili, come il caso della bufala di Bush che legge il libro al contrario. In questi casi è sufficiente un po' di buon senso e di spirito di osservazione per evitare di cadere vittima di tali trappole. E' semplicissimo, più di quanto si pensi, creare falsi ben fatti con un software di fotoritocco.

In tali trappole purtroppo cadono spesso anche testate giornalistiche autorevoli, come Repubblica, che sul numero del 18 febbraio 2002, a pagina 24 pubblica un incredibilmente dettagliato articoletto sull'ormai leggendaria bufala legata al presunto negozio di gatti in bottiglia chiamato Bonsaikitten. Tale eccesso, non raro purtroppo, fa comprendere quanto nociva sia la pigrizia del pensiero "non-costa-nulla-inoltrare".

Bisogna rendersi conto del funzionamento della rete: una notizia viziata su un sito, anche un sito piccolissimo letto da pochissimi può avere un'eco straordinaria se è una di quelle che fanno leva sull'emozione ed anche uno solo dei suoi lettori ne mette un link su un forum letto da un gran numero di persone. Molti inizieranno superficialmente a spedire mail con il link incriminato a tutti i loro contatti ed ecco che la notizia diventa caso di cronaca. In questo modo è possibile recare danni personali, anche gravi, ad ignare vittime che sono i protagonisti involontari del "racconto" e su cui sono scritte informazioni sbagliate.

20 aprile 2007

Schiavi. Sempre e comunque

Ieri sera a Milano, presso il Teatro Blu, c'è stata la rappresentazione teatrale di Emigranti di Slawomir Mrozek, a cura della compagnia teatrale Scimmie Nude, con gli attori Igor Loddo e Andrea Magnelli. I due protagonisti sono due emigranti, provenienti dallo stesso, povero paese, che hanno fatto le valigie per poter lavorare.

Lo scenario è lo squallido appartamento che i due occupano, durante il giorno di capodanno, nel quale arrivano segnali dall'esterno, suoni, rumori, luci, che fanno trasparire la percezione che l'immigrato ha della terra straniera in cui vive.

Durante l'intenso dialogo, in cui si registra il contrasto tra i due, causa la differente provenienza sociale (un intellettuale ed un operaio), viene sviscerata la realtà che ognuno dei due è schiavo. Di ideali, dei propri sogni, di uno Stato, della propria avarizia, schiavo della stessa schiavitù degli altri.

L'operaio lo è dei suoi soldi che avidamente nasconde in un pupazzo di peluche, soldi che serviranno un giorno, il grande giorno, in cui potrà tornare a casa sua e comprare casa per sé e la propria famiglia. Soldi che, anche se quelli che hai fin'ora accumulato bastano per questo, si continuano ad accumulare, perché sì, perché non una casa più grande, perché non un giardino... e si rimanda la partenza, rimanendo schiavi del proprio sogno.

L'intellettuale, schiavo della propria voglia di scrivere un libro su tale condizione, che crede non essere più la sua e va così a cercarla negli altri, nel proprio compagno di appartamento, che vessa in continuazione con le sue provocazioni ma che in fondo è l'unico amico che ha.

Così come chi vive pensando a quando avrà finito di pagare il mutuo, quando avrà 70 anni, così chi pur avendo un lavoro che gli consente una vita più che dignitosa, si lamenta perché si annoia, così chi oramai è convinto di non essere in grado di girare senza perdersi nella propria città senza il navigatore satellitare, quando invece in macchina ha già viaggiato in città che non aveva mai visto, così chi va in fibrillazione quando si dimentica il cellulare a casa.

15 aprile 2007

Milano. Paolo Attivissimo a "Falacosagiusta", Fieramilanocity

Oggi alle 11.15 c'è stata la presentazione a cura di Paolo Attivissimo del libro 11 settembre, i miti da smontare, di David Dunbar e Brad Reagan della rivista Popular Mechanics e tradotto dallo stesso Attivissimo, che cura assieme ad esperti di settore, il sito undicisettembre.info.

Come si può intuire, il tema trattato è la ricerca sulla veridicità delle affermazione fatte sugli avvenimenti dell'11 settembre 2001 dai cosiddetti complottisti, che sostengono che non siano stati gli aerei di linea ad abbattere le Twin Towers, che il WTC 7 sia stato deliberatamente abbattuto et similia. Le indagini sono state condotte con metodo scientifico, sono state consultate le mappe degli edifici piano per piano, sono state fatte verifiche sulle fonti delle informazioni (dato che è malcostume diffuso il pontificare sugli argomenti più svariati da parte di chi non ha alcuna competenza in materia). Puntualmente, le tesi dei "complottisti" davanti alla prova dei fatti crollano miseramente.

Il risultato più clamoroso delle indagini è che ci sono in realtà due tipi di "complottisti". Ci sono quelli "in buona fede", che sostengono tali tesi in quanto non ricordano bene i fatti, vengono impressionati dalle foto, o perché vengono convinti da video artefatti ma "ben realizzati". Ci sono poi, ed è questo il risultato che lascia sdegnati, quelli sono in aperta malafede, e che sono coloro che manipolano fotografie, che montano in maniera opportuna le interviste ai testimoni, che evitano di diffondere testimonianze effettivamente utili facendo "passare" solo le frasi che possano confermare le loro teorie.

Tutto il materiale presentato è presente sul sito sopra citato; ad esempio è stato mostrato come la presunta presenza di "metallo fuso" nelle macerie sia stata in realtà solo un fotoritocco di un'immagine raffigurante un blocco di cemento compattato.

La cosa è piuttosto grave: c'è gente che pur di diventare popolare, vendendo libri e DVD, sparge notizie forti, che fanno scoop, di successo, sensazionali ma, piccolo particolare, false, lottando con le unghie e con i denti in salotti e dibattiti televisivi per sostenere la veridicità di tali verità artefatte. Tali personaggi recitano in pubblico la parte di coloro che vogliono la verità, di paladini della giustizia, di guru. Dopotutto, fare il guru paga, e tanto: ci sarà sempre un gran numero di "seguaci" che lotteranno anche arrampicandosi sugli specchi pur si sostenere le tesi della loro "guida", e ci sarà quindi un mucchio di gente disposta a comprare libri e DVD associati.

Come difendersi da tali loschi figuri? Tenendo gli occhi aperti, verificando le fonti, e quando non si ha la competenza necessaria per affrontare un argomento, consultare qualcuno realmente competente in materia e che non speculi sul semplice sentimento di appartenenza politica o ideologica per accreditare o screditare una tesi.

L'incontro si è concluso con le domande del pubblico, a cui il giornalista ha, come sempre, volentieri risposto esaurientemente.

13 aprile 2007

Milano. Disordini in via Paolo Sarpi (o Chinatown)

Dopo aver letto su repubblica.it dei disordini accaduti nella giornata appena passata in via Paolo Sarpi, appena uscito dal lavoro mi sono recato lì per poter vedere in prima persona le conseguenze di quanto successo e per scambiare qualche parola con gli abitanti della zona.

Sono arrivato in zona attorno alle 19.30, e l'ordine pubblico era stato ristabilito. Tracce dell'accaduto erano evidenziate dalla presenza gruppi di poliziotti con casco e scudo in molti incroci di via Paolo Sarpi.

Ho quindi iniziato ad intervistare persone che lì vivono e/o lavorano, sia cinesi che italiani, e riporto qui di seguito ciò che ho potuto ricavare da queste interviste.

Innanzitutto il fatto di cronaca, che dalle testimonianze sembra coerente con quanto riportato dall'articolo di cui sopra (ho raccolto da un ragazzo cinese testimone oculare gli stessi fatti): in seguito ad una multa da parte della polizia municipale per scarico merci fuori orario, ed ai relativi controlli, un'auto risultava avere l'assicurazione scaduta, e la proprietaria, con figlia al seguito, ha protestato. Si sono quindi scaldati gli animi, ed in questi casi può accadere che si "venga alle mani". La donna è finita a terra. Il testimone che ho ascoltato afferma che hanno "iniziato" i vigili, ma io non posso confermarlo né smentirlo dato che non ero lì presente al momento dell'accaduto. Il testimone ha affermato che sono stati dati schiaffi anche nei confronti della bambina (stesso discorso di prima per quanto riguarda una mia possibile conferma o smentita). Di lì quindi è partita la escalation di violenza. Chi ha cominciato? Non è mio compito né mio interesse stabilirlo, il punto è un altro.

Andiamo infatti oltre. Cosa ha trasformato una multa per scarico merci fuori orario in una rivolta? Da circa due mesi il comune ha imposto limiti di orario per lo scarico. Regola valida solo per tale zona della città, detta anche Chinatown. Perché? Per stessa ammissione dei cittadini della zona, via Paolo Sarpi, una strada molto stretta, era diventata un suk di carrelli. Un traffico sempre crescente di merci trasportati su tali carrelli lungo la via, che rende sempre meno agibile la strada per gli autoveicoli.

Il traffico è crescente, chiaro, perché la zona si sta sviluppando, e sempre nuovi cinesi raggiungono i loro connazionali, e spesso aprono nuove attività commerciali, regolarmente riconosciute e con licenza concessa dal comune.

Gli intervistati mi hanno fatto notare che, senza carrelli, la merce andrebbe portata a mano, o a spalla... il che non è lo stesso, ed al contempo non si può vendere la merce senza... averla nel proprio negozio. Tale situazione, quindi era perfettamente immaginabile nel momento in cui venivano concesse le licenze per le nuove attività commerciali.

Ma andiamo avanti con i "risultati" delle interviste. Che ruolo ricopre il razzismo? Tra i giovani cinesi cosiddetti "di seconda generazione" e gli italiani problemi non ce ne sono, stringono amicizia ed escono assieme. Anche la popolazione di fascia d'età compresa tra i 30 ed i 40 anni pare "funzionare" allo stesso modo. Un gruppo di giovani italiani mi ha raccontato come a Capodanno (quello italiano) italiani e cinesi abbiano festeggiato assieme per strada. Da notare l'adattamento, dato che il capodanno cinese non coincide col nostro.

Uno dei problemi, secondo le testimonianze che ho potuto ascoltare, è presente con la popolazione anziana "autoctona", che si lamenta del sempre crescente numero di cinesi. Altro problema è l'integrazione, soprattutto linguistica. Nonostante come già detto i giovani cinesi e italiani stringano tra loro amicizia, ho incontrato un discreto numero di cinesi, attorno ai 30, che parlano l'italiano con una certa difficoltà. Si parla spesso di isolamento della comunità cinese, ecco un altro problema, ma questo è una conseguenza dell'isolamento linguistico di taluni strati di popolazione cinese.

Mi è stata segnalata anche la presenza di alcune scritte razziste sui muri, ma nelle strade che ho percorso non ne ho incontrate. Quando ne troverò, aggiornerò questo post. A coloro che pensieri razzisti ne hanno, invito a capovolgere per qualche secondo il mouse che hanno in mano per leggere chi l'ha fabbricato.

Torniamo al problema della regolamentazione dello scarico merci. E' successo che per risolvere un problema sempre crescente e mai affrontato, ma prevedibilissimo dato l'aumento delle licenze date ai negozianti, si è scelto di utilizzare il pugno duro imponendo un divieto che, se da un lato ha come scopo quello di rendere più vivibile e scorrevole la strada, dall'altro impedisce logisticamente l'espletarsi delle attività economiche della zona. E dato che ovviamente nessuno intende interrompere la propria attività, tale divieto non può essere rispettato. E' comunque un divieto che vige, i controlli ci sono, come ci sono le multe, anche frequenti. Sale quindi il malcontento, sale la tensione, e si arriva alle situazioni limite.

E' come se, per rallentare l'avanzata dell'effetto serra, fosse imposto che ad una certa ora si fermino tutti gli impianti a carbone e quelli che utilizzano derivati del petrolio.

Le soluzioni immediate ma a breve termine sono fallimentari. Come risolvere il problema? Non lo so assolutamente, ed è compito degli assessori e dei consiglieri comunali quello di pensare al problema in termini di più ampio respiro e considerando che la situazione in atto non può essere cambiata da un giorno all'altro decretando nuove regole sic et simpliciter.

31 marzo 2007

Milano. Carlo Lucarelli alla Feltrinelli di piazza Piemonte

Ieri sera c'è stata a Milano la presentazione del libro+DVD Piazza Fontana di Carlo Lucarelli. Il DVD contiene l'omonima puntata di Blu Notte - Misteri Italiani andata in onda nel 2005. La sala era gremita di giovani, seduti, in piedi, affacciati dalle scale che portano al primo piano. Tutti in attesa di ascoltare ciò che lo scrittore avrebbe detto su questo lavoro così importante.

Importante, perché testimonianza di come la TV possa diventare uno strumento capace di creare nelle giovani generazioni, ma non solo, una coscienza storica, un voler conoscere ed approfondire avvenimenti accaduti apparentemente tanti anni fa, di cui apparentemente è svanito l'interesse, e che invece sono state svolte epocali, che hanno contribuito a creare l'attuale situazione, nel bene e nel male.

Lo scrittore ha parlato di come nasce la sua trasmissione: erano partiti da casi di cronaca irrisolti, riguardanti gente comune, avendo però in serbo il sogno di realizzare lavori, come quelli poi svolti, che parlassero della storia italiana, in particolare dal secondo dopoguerra in poi.

Storia che troppo spesso viene dimenticata. Storia che troppo spesso viene considerata troppo lontana. Storia che, quando si prova ad accennarne, spuntano fuori luoghi comuni come ad esempio "è troppo complicata".

E invece no. Lucarelli ed i suoi collaboratori hanno compiuto un lavoro colossale di ricerca, consultando documenti, intervistando a più riprese i testimoni degli eventi e personaggi politici che, come ha ricordato lui stesso, quando si accorgono che il loro tempo sta per concludersi, decidono di svelare informazioni che hanno nascosto per anni.

Notevole il discorso su buoni e cattivi: in un lavoro documentale non si può parlare di buoni o di cattivi; bisogna basarsi sui fatti, a prescindere dalle idee che l'autore o gli autori stessi abbiano di taluni personaggi. L'altra faccia della medaglia di ciò è però il non poter parlare di nomi e cognomi di persone coinvolte nei vari casi ma dei quali non esiste ancora una verità giudiziaria, pena querele e/o censure. Ma è giusto così.

Da ricordare anche le considerazioni sul titolo della trasmissione, in particolare sulla parola misteri: la parola migliore sarebbe stata segreti, dato che un mistero presuppone un atto di fede, mentre gli avvenimenti storici da lui trattati paiono misteri perché c'è chi fa in modo che la verità non venga a galla. Ustica, il caso Mattei, la stessa strage di Piazza Fontana. La verità esiste, non è un mistero, è solo stata nascosta. Anche se qualcosa è venuta fuori. Nel caso di Piazza Fontana è documentato che un importante ruolo l'ha avuto la cellula veneta di Ordine Nuovo. E' documentato che nel maggio del 1965 c'è stato un convegno di neofascisti all'hotel Parco dei Principi a Roma, in cui è stata delineata la cosiddetta strategia della tensione.

Alla fine del suo discorso ci sono stati gli interventi dei presenti, a testimoniare ancora una volta il merito dell'autore di aver svegliato la coscienza di molte persone, soprattutto giovani non ancora nati negli anni raccontati, persone che dopo aver visto Blu Notte sono corse a documentarsi, a leggere libri, ad approfondire i singoli avvenimenti, a confrontare punti di vista diversi.

Tema ricorrente delle domande, il come si possa fare a difendersi dalla continua distrazione che fanno i mass media da temi importanti come quelli riguardanti la nostra storia, bombardando la carta stampata e non solo con le vicende del processo di Cogne, di vallettopoli, di mostri sbattuti in prima pagina. E come si possa insegnare ai propri figli a distinguere la verità all'interno del baccano mediatico a cui siamo sottoposti.

La risposta di Lucarelli è stata che è compito nostro come italiani quello di non far morire, di non far cadere nel dimenticatoio storie delle quali noi stessi siamo fatti, anche se sono passati 30 anni o più. Cercando e mettendo a confronto le varie fonti. La storia deve vivere dentro di noi. Come difendersi dalla informazione-spazzatura? Il nostro ha esemplificato ricordando una trasmissione in cui un politico di centro-destra ed uno di centro-sinistra dibattevano animatamente, togliendosi la parola a vicenda, sul fatto che Andreotti fosse colpevole o innocente riguardo i suoi contatti con la mafia. Il politico di centro-destra affermava l'innocenza, quello di centro-sinistra la colpevolezza.

Peccato che sarebbe bastato leggere la sentenza, che esiste, per mettere a zittire la specie di lite condominiale in atto e porre fine alla discussione. Come difendersi dunque? Cambiando canale, non guardando più quella trasmissione i cui autori vogliono alzare l'audience solo facendo rumore.

Come difendersi dunque? Cercando i fatti, approfondendo, studiando, facendo nostra la storia, la nostra storia. Troppo spesso la superficialità ci spinge a credere a voci ascoltate solo in virtù del rumore con cui vengono gridate o della "simpatia" o popolarità del personaggio che le fa sue. O peggio, in virtù della loro spettacolarità, senza basarci sui fatti e senza approfondire, creando spesso teorie del complotto assurde e senza fondamento.

Molte delle puntate di Blu Notte delle edizioni 2005 e precedenti sono a disposizione in streaming sul sito di RaiClick TV. In particolare qui e qui.

Segnalo inoltre la registrazione della notizia del TG del 12 dicembre 1969 riguardante la strage di piazza Fontana, disponibile sul sito RAI in streaming in formato RealPlayer.

27 marzo 2007

Milano. Il sindaco Letizia Moratti in piazza Argentina

Ieri sera, in piazza Argentina a Milano il sindaco Letizia Moratti ha tenuto un discorso sulla sicurezza e sulla legalità, sul bisogno di una maggiore e reale presenza di forze dell'ordine, soprattutto nelle zone a rischio, nelle periferie. Un discorso doveroso e ammirevole, che esprime la voglia dei cittadini di avvertire in una città come Milano un senso di civiltà e di sicurezza.

Un discorso apartitico, super partes e che riguarda la politica come gestione della cosa pubblica, per il benessere dei cittadini onesti e rispettosi del bene comune.

Nota stonata, anzi stonatissima, l'intervento a sorpresa di Silvio Berlusconi, che come facevano Zuzzurro e Gaspare qualche anno fa a Drive In, saltando di palo in frasca arriva alla conclusione che il governo deve dimettersi.

Intervento del tutto fuori luogo (a parte per l'essere palesemente off topic), anche perché Silvio Berlusconi, notoriamente sommerso da procedimenti penali a suo carico, è in tema con la sicurezza e la legalità esattamente come i cavoli a merenda.