Molti ricorderanno il mitico Billy Ballo, inseparabile compagno d'arte di Mariottide, il cantante più triste del mondo. Bene, il nostro Billy assieme ad altri personaggi creati dalla Short-cut come Rupert Sciamenna sono entrati a far parte dell'ultimo lavoro di Francesco Baccini, Il topo mangia il gatto.
Trattasi della storia del nostro ballerino, che nella metafora bacciniana rappresenta il topo, inizialmente deriso e messo alla berlina da un fumoso cantante rock di successo, il gatto. La vita e gli eventi porteranno al rovesciamento delle parti, ed il nostro beniamino diverrà la vera star mentre il fumoso cantante verrà presto dimenticato da tutti.
Esattamente come nelle fiabe, sul modello di Cenerentola o del Principe ranocchio.
Infine, eccovi il video, in cui Baccini funge da testimone-narratore dell'ascesa di Billy:
17 luglio 2007
27 giugno 2007
Nuova ondata di spam: Hitman intima di pagare, altrimenti uccide. Ma è una bufala.
Tra le tonnellate di mail spazzatura che quotidianamente ci invade la mail box, in questi giorni sta girandone una, per ora in inglese, firmata Hitman, che si dichiara killer professionista assoldato per 50 mila dollari da "qualcuno che ti conosce" per ucciderti. La sua missiva ha però lo scopo di rassicurarti: basta pagargliene 80 mila, e lui ti lascerà in pace. Ma mi raccomando: non contattare le forze dell'ordine, lui ti segue e sa quello che fai!E non basta: se non rispondi all'appello, dopo qualche giorno lo stesso Hitman ti ricorda, con un'ulteriore missiva, il tuo debito con lui stavolta "condendo" l'email con tuoi dati personali, in realtà raccattati in rete tramite software spyware, per convincerti della "genuinità" della sua proposta.
E' probabile che tale appello si diffonda anche nella forma di traduzioni più o meno sconquassate in altre lingue, tra cui l'italiano.
Inutile dire che tali messaggi vanno ignorati, si tratta dell'ennesima truffa perpetrata via mail, nonostante ci siano state già persone che hanno pagato (!), tanto da spingere l'FBI a indagare. Questo fa capire come sia importante comprendere i meccanismi della rete prima di farne uso.
Questo tipo di truffa non è affatto nuovo, qualche settimana fa circolava un messaggio analogo ma meno "efferato", in cui "Prisco Mazzi", sedicente capitano della Polizia di Stato, invitava ad aprire un allegato contenente un accordo per "farsi perdonare" il furto di file mp3. Ovviamente l'allegato è un pericoloso eseguibile, con cui molto probabilmente vengono anche sottratti dati personali da utilizzare in truffe come quella di Hitman.
Qui e qui potete trovare varianti dell'email di "Hitman".
Aggiornamento: A proposito di Prisco Mazzi un blogger, Daniele Esposito, ha ideato e realizzato questa simpatica vignetta, e pare abbia intenzione di disegnarne altre...
25 giugno 2007
Esperimento di manipolazione dell'informazione
Episodio realmente accaduto: due amici passeggiano a Milano per via Torino di sabato pomeriggio, momento tipico del via vai di gente che guarda le vetrine dei negozi, o che semplicemente va a spasso. Ad un certo punto incrociano due belle ragazze bionde, minigonna mozzafiato e con spacco laterale. Una delle due si china, mettendo ben in evidenza le sue curve, dopo di che si lecca un dito. I due amici che passeggiano provano un senso di disgusto.Che cosa si potrebbe dedurre sui due ragazzi? Diventa possibile utilizzare questa "versione" dei fatti, sfruttando superficiali giudizi di ispirazione omofobica per condannare i due ragazzi.
Nel racconto c'è stata però un'omissione: la ragazza, dopo essersi chinata e prima di leccarsi un dito, ha grattato con l'unghia del medesimo dito, una cicca spiaccicata sul marciapiede...
17 giugno 2007
Venditore di occhiali
Grazie ad un post di Fry, ho trovato un video di un caso oramai archiviato, ma che è sempre divertente ripescare. E' un'assurda intervista di Enrico Lucci a Lapo Elkann. Vederla e sentirla solamente non rende però giustizia alla geniale idea di Lapo... per questo sotto il video ne ho trascritto, no comment, il dialogo principale, a partire (nel video) dai 2 minuti e 45 secondi...
Lucci: E' arrivato il giorno importante?
Lapo: Esatto.
Lucci: Moh me spieghi tutto, eh?
Lapo: Ti spiego tutto.
Lucci: Oggi presentiamo cosa?
Lapo: Allora, oggi parliamo di questo mondo che [incomprenso].
Lucci: Cioè il mondo nuovo?
Lapo: E' un made in Italy due punto zero. Cosa intendiamo per made in Italy due punto zero...
Lucci: Made in Italy due punto zero?
Lapo: ...è la congiunzione...
Lucci: Aspetta, aspetta, diciamo... allora... facciamo il punto.
Lapo: E' un mondo. Questo mondo fa parte, come dire, della congiunzione del vecchio col nuovo.
Lucci: Vecchio e nuovo si uniscono...
Lapo: Questo vuol dire congiungere la storia con il futuro.
Lucci: Storia e futuro si congiungono in questa tua... possiamo dire... in questa tua... tua invenzione...
Lapo: Sono oggetti che il consumatore potrà personalizzare. Cosa intendo per personalizzare: intendo molto semplicemente...
Lucci: Aspetta, ecco... vediamo: cosa intende Lapo per personalizzare.
Lapo: Allora, per personalizzare intendo: c'è un prodotto, questo prodotto il consumatore lo compra, ma nel comprarlo ha l'opportunità e la possibilità di poter renderlo più suo [...] Oltre che essere un prodotto innovativo, perché è un qualcosa...
Lucci: Aspetta un attimo, Lapo, scusami solo un attimo, sennò non capiamo bene. Ecco, allora... la storia, il futuro... e i... 'sto prodotto che cos'è? Cioè... il prodotto?
Lapo: Questo prodotto è un prodotto che consentirà di poter avere una visione più gradevole verso il mondo.
Lucci: Cioè il mondo più... grazie a questo prodotto...
Lapo: Consentirà di avere leggerezza sugli occhi, e per leggerezza intendiamo... arriveremo sul mercato con un prodotto... che è il prodotto... uno dei prodotti probabilmente più leggeri sul mercato. Per leggeri intendiamo che lavoriamo con un materiale innovativo, su un prodotto che viene... vicino agli occhi, e l'essere vicino agli occhi è un prodotto che si porta, nell'essere un prodotto che si porta è un prodotto che è fatto e prodotto con un materiale che non è mai stato utilizzato fino ad oggi su quel tipo di oggetto. Perché? Perché è troppo complicato.
Lucci: Aspetta un attimo, Lapo. Allora, eh... aspetta... allora, il prodotto, no?
Lapo: Sì...
Lucci: Ecco... ho capito, il prodotto, e questo prodotto come... cioè la leggerezza sugli occhi, in concreto cos'è questa cosa?
Lapo: Son degli occhiali. Ma questi occhiali sono degli occhiali....
Lucci: Ah, tutto questo son gli occhiali?
Lapo: Beh gli occhiali sono quelli che consentono di poter dar visione.
Lucci: E... e tutto questo son gli occhiali.
Lucci: E' arrivato il giorno importante?
Lapo: Esatto.
Lucci: Moh me spieghi tutto, eh?
Lapo: Ti spiego tutto.
Lucci: Oggi presentiamo cosa?
Lapo: Allora, oggi parliamo di questo mondo che [incomprenso].
Lucci: Cioè il mondo nuovo?
Lapo: E' un made in Italy due punto zero. Cosa intendiamo per made in Italy due punto zero...
Lucci: Made in Italy due punto zero?
Lapo: ...è la congiunzione...
Lucci: Aspetta, aspetta, diciamo... allora... facciamo il punto.
Lapo: E' un mondo. Questo mondo fa parte, come dire, della congiunzione del vecchio col nuovo.
Lucci: Vecchio e nuovo si uniscono...
Lapo: Questo vuol dire congiungere la storia con il futuro.
Lucci: Storia e futuro si congiungono in questa tua... possiamo dire... in questa tua... tua invenzione...
Lapo: Sono oggetti che il consumatore potrà personalizzare. Cosa intendo per personalizzare: intendo molto semplicemente...
Lucci: Aspetta, ecco... vediamo: cosa intende Lapo per personalizzare.
Lapo: Allora, per personalizzare intendo: c'è un prodotto, questo prodotto il consumatore lo compra, ma nel comprarlo ha l'opportunità e la possibilità di poter renderlo più suo [...] Oltre che essere un prodotto innovativo, perché è un qualcosa...
Lucci: Aspetta un attimo, Lapo, scusami solo un attimo, sennò non capiamo bene. Ecco, allora... la storia, il futuro... e i... 'sto prodotto che cos'è? Cioè... il prodotto?
Lapo: Questo prodotto è un prodotto che consentirà di poter avere una visione più gradevole verso il mondo.
Lucci: Cioè il mondo più... grazie a questo prodotto...
Lapo: Consentirà di avere leggerezza sugli occhi, e per leggerezza intendiamo... arriveremo sul mercato con un prodotto... che è il prodotto... uno dei prodotti probabilmente più leggeri sul mercato. Per leggeri intendiamo che lavoriamo con un materiale innovativo, su un prodotto che viene... vicino agli occhi, e l'essere vicino agli occhi è un prodotto che si porta, nell'essere un prodotto che si porta è un prodotto che è fatto e prodotto con un materiale che non è mai stato utilizzato fino ad oggi su quel tipo di oggetto. Perché? Perché è troppo complicato.
Lucci: Aspetta un attimo, Lapo. Allora, eh... aspetta... allora, il prodotto, no?
Lapo: Sì...
Lucci: Ecco... ho capito, il prodotto, e questo prodotto come... cioè la leggerezza sugli occhi, in concreto cos'è questa cosa?
Lapo: Son degli occhiali. Ma questi occhiali sono degli occhiali....
Lucci: Ah, tutto questo son gli occhiali?
Lapo: Beh gli occhiali sono quelli che consentono di poter dar visione.
Lucci: E... e tutto questo son gli occhiali.
15 giugno 2007
L'esercito delle 12 scimmie "sbarca" a Milano
Se avete visto L'esercito delle 12 scimmie di Terry Gilliam, con Bruce Willis, allora conoscete bene l'immagine che vedete in questo post. Qualche simpatico burlone, davvero bravo, ha riprodotto fedelmente il logo della temuta organizzazione sovversiva animalista di cui si parla nel famoso film, e l'ha impresso con vernice rossa, come da copione, sul cancello che ho fotografato (fare click sulle foto per ingrandirle).
Tale cancello si trova a Milano, nei pressi di via Bisceglie 76, e probabilmente il nostro "attivista" non si è fermato lì... qualcuno ha avvistato le insegne del sedicente esercito altrove?
01 giugno 2007
iTunes vende musica senza DRM, ma c'è chi ancora si lamenta
Da qualche giorno iTunes, il celeberrimo negozio online di musica di Apple ha cominciato a vendere brani di EMI senza restrizioni digitali (DRM) e con bitrate raddoppiato. E' un'ottima notizia. Ma descriviamo meglio, per chi non mastica informatica, cosa significhi questo.Fino a poco fa, ogni brano acquistato con iTunes, una volta scaricato, veniva cifrato. Significa che ciò che è stato acquistato non è ascoltabile se non prima di essere de-cifrato. Come? In questo modo: quando voglio ascoltare un brano cifrato, i programmi appositi (iTunes ed il software degli iPod) si collegano tramite Internet ai server di Apple e scaricano la chiave di decifratura, memorizzandola sul PC dell'utente se non è stata ancora scaricata. Questa chiave viene utilizzata per decifrare il brano nel momento in cui lo si vuole ascoltare. Tale protezione si definisce DRM (Digital Rights Management).
Quando tale chiave viene scaricata, i server di Apple verificano quante volte è stata effettuata tale operazione. Alla sesta volta l'operazione viene bloccata e l'utente non è più in grado di ascoltare il brano. Tale evento si verifica in vari casi:
- Passo dal PC fisso al portatile (capita di avere più computer!)
- Voglio ascoltare il brano sul PC di un amico
- Ri-formatto il mio PC, perdendo quindi tutte le informazioni precedentemente presenti
- Eccetera eccetera...
Tale tipo di protezione è presente in tutti i music store definiti "legali" su Internet (es. c'è AllOfMp3 che distribuisce brani non protetti a prezzi stracciati, ed è al centro di varie vicende giudiziarie)
Per di più, lettori di musica portatili che non siano Apple non sono in grado di effettuare la decifratura di tali brani.
Ebbene, in seguito ad anni di dibattiti e critiche, da poco i brani degli artisti legati ad EMI sono disponibili su iTunes in doppia versione: con DRM e senza DRM. Le differenze sono due, con una eccezione che riguarda l'acquisto degli interi album:- I singoli brani con DRM costano 0.99 € (come prima), ed hanno un bitrate (traducibile più o meno con "qualità del suono") di 128Kb/s
- I singoli brani senza DRM costano 1.29 € ed hanno un bitrate di 256Kb/s, il doppio di quelli protetti
- Gli album interi invece, hanno lo stesso prezzo in entrambe le versioni (con e senza DRM)
- Nel brano acquistato senza DRM ci sono le informazioni per risalire al compratore del brano, violando la privacy
- All'utente medio non interessa la maggiore qualità a disposizione
- Il formato utilizzato dai brani non è MP3 bensì AAC (o MP4), quindi meno utilizzabile
- Le informazioni sul compratore c'erano anche prima
- Se hai paura che le informazioni vengano diffuse diffondendo il file, allora sei nel torto, perché probabilmente hai intenzione di condividere il file, ed è vietato distribuire materiale coperto da diritto d'autore
- La qualità interessa eccome l'utente, tanto che la "punizione" che i nuovi e disonesti sistemi di protezione dei dispositivi "HD-Ready" infliggono al presunto violatore del copyright è l'abbassamento artificioso della qualità dell'immagine trasmessa
- Il formato MP3 è coperto da brevetti, mentre il formato AAC (o MP4) non impone alcun pagamento di royalty per la distribuzione di contenuti, quindi è meglio. Inoltre l'iPod non è l'unico lettore portatile in grado di gestire brani in tale formato
- A parità di bitrate, un brano compresso in formato AAC (o MP4) ha una qualità maggiore rispetto allo stesso brano compresso in formato MP3
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26 maggio 2007
Attenzione: "sciachimisti" a Milano
L'ultima moda del complottismo dilaga anche nel metrò di Milano (le foto sono scattate nei vagoni della linea 2, quella verde). Vediamo di cosa si tratta, e chi sono i personaggi che imbrattano i vetri delle carrozze con questi "pizzini" attaccati con la colla, con su scritto di cercare con Google "scie chimiche italia" (cliccate sulle foto per ingrandirle).Avete presente gli aerei? Avete presente le lunghe scie bianche che a volte si lasciano dietro? Quante volte le avete viste, fin da bambini? Ebbene, da qualche tempo un gruppo di don Chisciotte ha deciso che si tratta di veleni, appositamente sparsi nell'atmosfera ad opera di (guarda caso) sedicenti militari statunitensi. E sapete perché? Perché ormai su questo pianeta siamo in troppi, e per evitare che si consumi tutto il petrolio, hanno deciso si spazzare via un po' di gente in modo da rallentarne l'esaurimento.
Troppa fantasia? Niente paura: ci sono ipotesi di complotto ben più fantasiose. C'è chi ipotizza vaccinazioni di massa a cui viene imputata la diffusione dell'AIDS o del morbo della mucca pazza. E ancora: sono pesticidi a cui sono sensibili tutte le piante tranne quelle geneticamente modificate della Monsanto. Hanno anche inventato un termine per definire questa terribile minaccia: sono le scie chimiche.
Qualcuno dirà: Francesco, ma che dici? Non è possibile che esista gente così fuori di testa! E invece no: la rete ne è piena, per rendersene conto basta seguire l'indicazione del pizzino fotografato nella metro di Milano. Cercare con Google "scie chimiche".
Dare eco a tali voci non è opportuno, ma lasciare un vuoto di informazione è peggio, anche perché in rete c'è parecchio rumore a riguardo. Questi "cospirazionisti", soprannominati sciachimisti, nei loro siti ipotizzano e pontificano su argomenti che non conoscono minimamente, citando come fonti sempre e solo sé stessi oppure ricerche non meglio identificate (si sa che... esiste un'intervista di... in tale anno si è detto... guardando il cielo è evidente che...) ed indicate come verità insindacabile. Seguono la strategia del "più grido, più ciò che dico è vero".
Il fenomeno ha avuto purtroppo una tale esplosione da spingere i blogger di md80.it, un sito curato da piloti ed esperti di volo, a dedicare alla smentita di tale bufala un'intera sezione del loro sito, in cui viene fatta un'indagine puntuale sul meccanismo con cui si formano tali scie, che tecnicamente altro non sono che nuvole (rimando all'approfondimento citato per tutti i dettagli).
Osservando il comportamento ed il modo di agire degli sciachimisti si nota il tipico atteggiamento degli urlatori da piazza: gridano allo scandalo, e quando gli si richiede l'onere della prova rispondono stizziti con risposte strampalate, sistematicamente smentite, quindi attaccano rabbiosi, a volte firmandosi con nomi falsi attribuendosi titoli come "dott" o "ing" (mancano solo "gran lup mannàr" o "prestanòm"), spesso rubando tali credenziali a persone realmente esistenti.
Per avere un tipico esempio di quanto appena descritto, basta leggere i commenti a questo articolo in merito all'argomento. E' una fotografia più che rappresentativa del fenomeno.
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21 maggio 2007
Paolo Attivissimo all'Università Statale di Milano. Il vero e il falso su Internet
Venerdì 18 maggio c'è stata una lezione del giornalista Paolo Attivissimo sulla verità su Internet e più in generale sui media, compresi quelli tradizionali. Filo conduttore della dissertazione, le classiche bufale che circolano in rete, tipicamente nella forma di catene di sant'Antonio, spesso provenienti da persone di nostra conoscenza, intasandoci le caselle di posta elettronica di inutile spazzatura.Sul sito del giornalista è presente un'intera sezione sul tema (a cui si farà riferimento in questo post), da lui curata ed aggiornata sistematicamente, chiamata Servizio Antibufala, in cui vengono svolte rigorose indagini, e che sarebbe bene consultare (oltre ad una rapida ricerca su Google) prima di cliccare su inoltra.
Tipici temi trattati sono gli appelli medici, riguardanti spesso casi conclusi, nel bene o (purtroppo) nel male, anche parecchi anni fa, ma che continuano a circolare imperterriti attraverso amici e colleghi che, non preoccupandosi di effettuare le verifiche del caso, con disinvoltura fanno click su "inoltra" e disseminano ovunque il testo della missiva, che spesso contiene riferimenti telefonici.
Tali riferimenti telefonici possono appartenere sia ai mittenti originari, i quali poi vengono bombardati per anni da telefonate che richiedono spiegazioni (immaginate come possano essere recepite tali chiamate se il parente oggetto dell'appello fosse nel frattempo deceduto), sia a garanti involontari, ossia persone che inoltrano l'appello includendo nel messaggio la propria firma. Se si tratta di un appello medico, e la firma di un "anello" della catena contiene la dicitura "dott.", ecco il garante involontario, che diverrà anche lui oggetto di petulanti telefonate e che sarà probabilmente costretto a cambiare numero telefonico.
Un altro dei temi trattati in tali tentacolari missive è la segnalazione di sostanze pericolose negli alimenti, che spesso sono idiozie confezionate ad arte: tipico è il caso del pericolossimo colorante E330 utilizzato nelle merendine: in realtà E330 è l'innocuo acido citrico, sì, quello contenuto nel succo di limone, come si può leggere qui e qui.
Cosa può produrre un pigro inoltro di una tale informazione? Ad esempio un immotivato allarmismo seguito da un altrettanto insensato boicottaggio dei prodotti i cui nomi sono contenuti nell'appello inoltrato.
Ci sono spesso casi di bufale corredate da immagini modificate ad arte con Photoshop & simili, come il caso della bufala di Bush che legge il libro al contrario. In questi casi è sufficiente un po' di buon senso e di spirito di osservazione per evitare di cadere vittima di tali trappole. E' semplicissimo, più di quanto si pensi, creare falsi ben fatti con un software di fotoritocco.
In tali trappole purtroppo cadono spesso anche testate giornalistiche autorevoli, come Repubblica, che sul numero del 18 febbraio 2002, a pagina 24 pubblica un incredibilmente dettagliato articoletto sull'ormai leggendaria bufala legata al presunto negozio di gatti in bottiglia chiamato Bonsaikitten. Tale eccesso, non raro purtroppo, fa comprendere quanto nociva sia la pigrizia del pensiero "non-costa-nulla-inoltrare".Bisogna rendersi conto del funzionamento della rete: una notizia viziata su un sito, anche un sito piccolissimo letto da pochissimi può avere un'eco straordinaria se è una di quelle che fanno leva sull'emozione ed anche uno solo dei suoi lettori ne mette un link su un forum letto da un gran numero di persone. Molti inizieranno superficialmente a spedire mail con il link incriminato a tutti i loro contatti ed ecco che la notizia diventa caso di cronaca. In questo modo è possibile recare danni personali, anche gravi, ad ignare vittime che sono i protagonisti involontari del "racconto" e su cui sono scritte informazioni sbagliate.
30 aprile 2007
Voyager, Raidue - Attentato all'informazione
Stasera c'è stata su Raidue una incredibile puntata di Voyager. Incredibile perché spaventosa. Temi trattati: le profezie, in particolar modo quelle di Nostradamus, legami con l'astrologia, la fine del mondo prevista dal calendario maya.
Ciò che fa spavento è che questi "temi", così futili e senza alcuna argomentazione che stia in piedi, siano stati trattati come se effettivamente ci fosse qualcosa di "solido" alle spalle, ponendo la solita domanda qualunquista "ma allora è vero?", senza approfondire il significato di quanto appena detto.
Le presunte profezie si basano su quartine del libro di Nostradamus, frasi che secondo gli autori del programma sono "criptate", e che decodificate contengono spesso avvenimenti effettivamente accaduti in tempi recenti. Il problema è che la "decodifica" viene fatta (1) a posteriori, e (2) ogni volta in maniera diversa, in modo da far "indossare" la profezia all'evento nel modo giusto.
Poi, una carrellata di "profezie non avveratesi", come quella di Bill Gates del 1981, secondo la quale 640KB di memoria sarebbero stati sufficienti per chiunque. Peccato che tale affermazione, della quale non esiste fonte originaria, sia stata smentita dallo stesso Gates, che sostiene di non averla mai pronunciata. Verificare le fonti prima di trasmettere informazioni sulla TV nazionale? E perché mai?
La discarica serale prosegue in modo disinvolto con interviste a sedicenti profeti che avevano previsto, in base ai movimenti di Saturno e Nettuno, l'ascesa e la caduta del comunismo, la storia di altri che avevano previsto la crisi economica del 1929, ed altre simili amenità.
Toccato finalmente il fondo? Si comincia a risalire? No, si scende ancora in picchiata, quando a sorpresa spunta la data della prossima fine del mondo. Sì, perché i Maya già sapevano che il mondo sarebbe finito nel 2012! Ebbene sì, tra cinque anni saremo cenere! Affrettatevi dunque a togliervi i vostri sfizi, e sapete perché? Perché secondo i Maya nel 2012 sarebbe finito il ciclo di un'era. E' come se, finita l'era dei paninari, wild boys, il mondo avesse dovuto terminare. Basta. E' ora di spegnere il televisore.
Ciò che è grave è che questa totale disinformazione, trattata come informazione, venga trasmessa sulle reti nazionali, pagate dal cittadino, che vorrebbe un'informazione per lo meno corroborata da fatti e da fonti attendibili piuttosto che da sedicenti indovini dell'ultim'ora.
Attorno a questi "temi" putroppo c'è un giro di soldi enorme. E' una truffa alle nostre spalle: si parla di stupidaggini, perché ci sarà sicuramente qualche beone che abboccherà all'amo, che incuriosito da tali idiozie inizierà a consumarne, comprando libri e DVD, tanto "l'hanno detto su Raidue". Si innesca così un circolo vizioso che porterà queste fesserie sulla bocca di sempre più gente, che le ripeterà "a pappagallo", senza sapere di cosa si tratti in realtà e senza ovviamente verificarne la veridicità.
C'è gente capace di bersi qualunque genere di idiozia senza batter ciglio. Se non ci credete provate a cercare con Google qualcosa come "terra vuota", "rettiliani", "orgonite", "scie chimiche", e vi accorgerete che alla stupidità non c'è limite. Con questo tipo di trasmissioni televisive non si fa che gettare benzina sul fuoco di simili strampalate credenze.
La trasmissione di stasera ha avuto un costo sicuramente non modesto, compreso quello delle interviste a tali personaggi dalla dubbia morale, e tale costo è stato sobbarcato sulle spalle dei cittadini, degli abbonati che sicuramente si aspettano dal servizio pubblico un prodotto di qualità e non un cumulo di immodizia televisiva come quello appena visto.
Ciò che fa spavento è che questi "temi", così futili e senza alcuna argomentazione che stia in piedi, siano stati trattati come se effettivamente ci fosse qualcosa di "solido" alle spalle, ponendo la solita domanda qualunquista "ma allora è vero?", senza approfondire il significato di quanto appena detto.
Le presunte profezie si basano su quartine del libro di Nostradamus, frasi che secondo gli autori del programma sono "criptate", e che decodificate contengono spesso avvenimenti effettivamente accaduti in tempi recenti. Il problema è che la "decodifica" viene fatta (1) a posteriori, e (2) ogni volta in maniera diversa, in modo da far "indossare" la profezia all'evento nel modo giusto.
Poi, una carrellata di "profezie non avveratesi", come quella di Bill Gates del 1981, secondo la quale 640KB di memoria sarebbero stati sufficienti per chiunque. Peccato che tale affermazione, della quale non esiste fonte originaria, sia stata smentita dallo stesso Gates, che sostiene di non averla mai pronunciata. Verificare le fonti prima di trasmettere informazioni sulla TV nazionale? E perché mai?
La discarica serale prosegue in modo disinvolto con interviste a sedicenti profeti che avevano previsto, in base ai movimenti di Saturno e Nettuno, l'ascesa e la caduta del comunismo, la storia di altri che avevano previsto la crisi economica del 1929, ed altre simili amenità.
Toccato finalmente il fondo? Si comincia a risalire? No, si scende ancora in picchiata, quando a sorpresa spunta la data della prossima fine del mondo. Sì, perché i Maya già sapevano che il mondo sarebbe finito nel 2012! Ebbene sì, tra cinque anni saremo cenere! Affrettatevi dunque a togliervi i vostri sfizi, e sapete perché? Perché secondo i Maya nel 2012 sarebbe finito il ciclo di un'era. E' come se, finita l'era dei paninari, wild boys, il mondo avesse dovuto terminare. Basta. E' ora di spegnere il televisore.
Ciò che è grave è che questa totale disinformazione, trattata come informazione, venga trasmessa sulle reti nazionali, pagate dal cittadino, che vorrebbe un'informazione per lo meno corroborata da fatti e da fonti attendibili piuttosto che da sedicenti indovini dell'ultim'ora.
Attorno a questi "temi" putroppo c'è un giro di soldi enorme. E' una truffa alle nostre spalle: si parla di stupidaggini, perché ci sarà sicuramente qualche beone che abboccherà all'amo, che incuriosito da tali idiozie inizierà a consumarne, comprando libri e DVD, tanto "l'hanno detto su Raidue". Si innesca così un circolo vizioso che porterà queste fesserie sulla bocca di sempre più gente, che le ripeterà "a pappagallo", senza sapere di cosa si tratti in realtà e senza ovviamente verificarne la veridicità.
C'è gente capace di bersi qualunque genere di idiozia senza batter ciglio. Se non ci credete provate a cercare con Google qualcosa come "terra vuota", "rettiliani", "orgonite", "scie chimiche", e vi accorgerete che alla stupidità non c'è limite. Con questo tipo di trasmissioni televisive non si fa che gettare benzina sul fuoco di simili strampalate credenze.
La trasmissione di stasera ha avuto un costo sicuramente non modesto, compreso quello delle interviste a tali personaggi dalla dubbia morale, e tale costo è stato sobbarcato sulle spalle dei cittadini, degli abbonati che sicuramente si aspettano dal servizio pubblico un prodotto di qualità e non un cumulo di immodizia televisiva come quello appena visto.
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20 aprile 2007
Schiavi. Sempre e comunque
Ieri sera a Milano, presso il Teatro Blu, c'è stata la rappresentazione teatrale di Emigranti di Slawomir Mrozek, a cura della compagnia teatrale Scimmie Nude, con gli attori Igor Loddo e Andrea Magnelli. I due protagonisti sono due emigranti, provenienti dallo stesso, povero paese, che hanno fatto le valigie per poter lavorare.
Lo scenario è lo squallido appartamento che i due occupano, durante il giorno di capodanno, nel quale arrivano segnali dall'esterno, suoni, rumori, luci, che fanno trasparire la percezione che l'immigrato ha della terra straniera in cui vive.
Durante l'intenso dialogo, in cui si registra il contrasto tra i due, causa la differente provenienza sociale (un intellettuale ed un operaio), viene sviscerata la realtà che ognuno dei due è schiavo. Di ideali, dei propri sogni, di uno Stato, della propria avarizia, schiavo della stessa schiavitù degli altri.
L'operaio lo è dei suoi soldi che avidamente nasconde in un pupazzo di peluche, soldi che serviranno un giorno, il grande giorno, in cui potrà tornare a casa sua e comprare casa per sé e la propria famiglia. Soldi che, anche se quelli che hai fin'ora accumulato bastano per questo, si continuano ad accumulare, perché sì, perché non una casa più grande, perché non un giardino... e si rimanda la partenza, rimanendo schiavi del proprio sogno.
L'intellettuale, schiavo della propria voglia di scrivere un libro su tale condizione, che crede non essere più la sua e va così a cercarla negli altri, nel proprio compagno di appartamento, che vessa in continuazione con le sue provocazioni ma che in fondo è l'unico amico che ha.
Così come chi vive pensando a quando avrà finito di pagare il mutuo, quando avrà 70 anni, così chi pur avendo un lavoro che gli consente una vita più che dignitosa, si lamenta perché si annoia, così chi oramai è convinto di non essere in grado di girare senza perdersi nella propria città senza il navigatore satellitare, quando invece in macchina ha già viaggiato in città che non aveva mai visto, così chi va in fibrillazione quando si dimentica il cellulare a casa.
Lo scenario è lo squallido appartamento che i due occupano, durante il giorno di capodanno, nel quale arrivano segnali dall'esterno, suoni, rumori, luci, che fanno trasparire la percezione che l'immigrato ha della terra straniera in cui vive.
Durante l'intenso dialogo, in cui si registra il contrasto tra i due, causa la differente provenienza sociale (un intellettuale ed un operaio), viene sviscerata la realtà che ognuno dei due è schiavo. Di ideali, dei propri sogni, di uno Stato, della propria avarizia, schiavo della stessa schiavitù degli altri.
L'operaio lo è dei suoi soldi che avidamente nasconde in un pupazzo di peluche, soldi che serviranno un giorno, il grande giorno, in cui potrà tornare a casa sua e comprare casa per sé e la propria famiglia. Soldi che, anche se quelli che hai fin'ora accumulato bastano per questo, si continuano ad accumulare, perché sì, perché non una casa più grande, perché non un giardino... e si rimanda la partenza, rimanendo schiavi del proprio sogno.
L'intellettuale, schiavo della propria voglia di scrivere un libro su tale condizione, che crede non essere più la sua e va così a cercarla negli altri, nel proprio compagno di appartamento, che vessa in continuazione con le sue provocazioni ma che in fondo è l'unico amico che ha.
Così come chi vive pensando a quando avrà finito di pagare il mutuo, quando avrà 70 anni, così chi pur avendo un lavoro che gli consente una vita più che dignitosa, si lamenta perché si annoia, così chi oramai è convinto di non essere in grado di girare senza perdersi nella propria città senza il navigatore satellitare, quando invece in macchina ha già viaggiato in città che non aveva mai visto, così chi va in fibrillazione quando si dimentica il cellulare a casa.
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15 aprile 2007
Milano. Paolo Attivissimo a "Falacosagiusta", Fieramilanocity
Oggi alle 11.15 c'è stata la presentazione a cura di Paolo Attivissimo del libro 11 settembre, i miti da smontare, di David Dunbar e Brad Reagan della rivista Popular Mechanics e tradotto dallo stesso Attivissimo, che cura assieme ad esperti di settore, il sito undicisettembre.info.Come si può intuire, il tema trattato è la ricerca sulla veridicità delle affermazione fatte sugli avvenimenti dell'11 settembre 2001 dai cosiddetti complottisti, che sostengono che non siano stati gli aerei di linea ad abbattere le Twin Towers, che il WTC 7 sia stato deliberatamente abbattuto et similia. Le indagini sono state condotte con metodo scientifico, sono state consultate le mappe degli edifici piano per piano, sono state fatte verifiche sulle fonti delle informazioni (dato che è malcostume diffuso il pontificare sugli argomenti più svariati da parte di chi non ha alcuna competenza in materia). Puntualmente, le tesi dei "complottisti" davanti alla prova dei fatti crollano miseramente.
Il risultato più clamoroso delle indagini è che ci sono in realtà due tipi di "complottisti". Ci sono quelli "in buona fede", che sostengono tali tesi in quanto non ricordano bene i fatti, vengono impressionati dalle foto, o perché vengono convinti da video artefatti ma "ben realizzati". Ci sono poi, ed è questo il risultato che lascia sdegnati, quelli sono in aperta malafede, e che sono coloro che manipolano fotografie, che montano in maniera opportuna le interviste ai testimoni, che evitano di diffondere testimonianze effettivamente utili facendo "passare" solo le frasi che possano confermare le loro teorie.Tutto il materiale presentato è presente sul sito sopra citato; ad esempio è stato mostrato come la presunta presenza di "metallo fuso" nelle macerie sia stata in realtà solo un fotoritocco di un'immagine raffigurante un blocco di cemento compattato.
La cosa è piuttosto grave: c'è gente che pur di diventare popolare, vendendo libri e DVD, sparge notizie forti, che fanno scoop, di successo, sensazionali ma, piccolo particolare, false, lottando con le unghie e con i denti in salotti e dibattiti televisivi per sostenere la veridicità di tali verità artefatte. Tali personaggi recitano in pubblico la parte di coloro che vogliono la verità, di paladini della giustizia, di guru. Dopotutto, fare il guru paga, e tanto: ci sarà sempre un gran numero di "seguaci" che lotteranno anche arrampicandosi sugli specchi pur si sostenere le tesi della loro "guida", e ci sarà quindi un mucchio di gente disposta a comprare libri e DVD associati.
Come difendersi da tali loschi figuri? Tenendo gli occhi aperti, verificando le fonti, e quando non si ha la competenza necessaria per affrontare un argomento, consultare qualcuno realmente competente in materia e che non speculi sul semplice sentimento di appartenenza politica o ideologica per accreditare o screditare una tesi.L'incontro si è concluso con le domande del pubblico, a cui il giornalista ha, come sempre, volentieri risposto esaurientemente.
13 aprile 2007
Milano. Disordini in via Paolo Sarpi (o Chinatown)
Dopo aver letto su repubblica.it dei disordini accaduti nella giornata appena passata in via Paolo Sarpi, appena uscito dal lavoro mi sono recato lì per poter vedere in prima persona le conseguenze di quanto successo e per scambiare qualche parola con gli abitanti della zona.
Sono arrivato in zona attorno alle 19.30, e l'ordine pubblico era stato ristabilito. Tracce dell'accaduto erano evidenziate dalla presenza gruppi di poliziotti con casco e scudo in molti incroci di via Paolo Sarpi.
Ho quindi iniziato ad intervistare persone che lì vivono e/o lavorano, sia cinesi che italiani, e riporto qui di seguito ciò che ho potuto ricavare da queste interviste.
Innanzitutto il fatto di cronaca, che dalle testimonianze sembra coerente con quanto riportato dall'articolo di cui sopra (ho raccolto da un ragazzo cinese testimone oculare gli stessi fatti): in seguito ad una multa da parte della polizia municipale per scarico merci fuori orario, ed ai relativi controlli, un'auto risultava avere l'assicurazione scaduta, e la proprietaria, con figlia al seguito, ha protestato. Si sono quindi scaldati gli animi, ed in questi casi può accadere che si "venga alle mani". La donna è finita a terra. Il testimone che ho ascoltato afferma che hanno "iniziato" i vigili, ma io non posso confermarlo né smentirlo dato che non ero lì presente al momento dell'accaduto. Il testimone ha affermato che sono stati dati schiaffi anche nei confronti della bambina (stesso discorso di prima per quanto riguarda una mia possibile conferma o smentita). Di lì quindi è partita la escalation di violenza. Chi ha cominciato? Non è mio compito né mio interesse stabilirlo, il punto è un altro.
Andiamo infatti oltre. Cosa ha trasformato una multa per scarico merci fuori orario in una rivolta? Da circa due mesi il comune ha imposto limiti di orario per lo scarico. Regola valida solo per tale zona della città, detta anche Chinatown. Perché? Per stessa ammissione dei cittadini della zona, via Paolo Sarpi, una strada molto stretta, era diventata un suk di carrelli. Un traffico sempre crescente di merci trasportati su tali carrelli lungo la via, che rende sempre meno agibile la strada per gli autoveicoli.
Il traffico è crescente, chiaro, perché la zona si sta sviluppando, e sempre nuovi cinesi raggiungono i loro connazionali, e spesso aprono nuove attività commerciali, regolarmente riconosciute e con licenza concessa dal comune.
Gli intervistati mi hanno fatto notare che, senza carrelli, la merce andrebbe portata a mano, o a spalla... il che non è lo stesso, ed al contempo non si può vendere la merce senza... averla nel proprio negozio. Tale situazione, quindi era perfettamente immaginabile nel momento in cui venivano concesse le licenze per le nuove attività commerciali.
Ma andiamo avanti con i "risultati" delle interviste. Che ruolo ricopre il razzismo? Tra i giovani cinesi cosiddetti "di seconda generazione" e gli italiani problemi non ce ne sono, stringono amicizia ed escono assieme. Anche la popolazione di fascia d'età compresa tra i 30 ed i 40 anni pare "funzionare" allo stesso modo. Un gruppo di giovani italiani mi ha raccontato come a Capodanno (quello italiano) italiani e cinesi abbiano festeggiato assieme per strada. Da notare l'adattamento, dato che il capodanno cinese non coincide col nostro.
Uno dei problemi, secondo le testimonianze che ho potuto ascoltare, è presente con la popolazione anziana "autoctona", che si lamenta del sempre crescente numero di cinesi. Altro problema è l'integrazione, soprattutto linguistica. Nonostante come già detto i giovani cinesi e italiani stringano tra loro amicizia, ho incontrato un discreto numero di cinesi, attorno ai 30, che parlano l'italiano con una certa difficoltà. Si parla spesso di isolamento della comunità cinese, ecco un altro problema, ma questo è una conseguenza dell'isolamento linguistico di taluni strati di popolazione cinese.
Mi è stata segnalata anche la presenza di alcune scritte razziste sui muri, ma nelle strade che ho percorso non ne ho incontrate. Quando ne troverò, aggiornerò questo post. A coloro che pensieri razzisti ne hanno, invito a capovolgere per qualche secondo il mouse che hanno in mano per leggere chi l'ha fabbricato.
Torniamo al problema della regolamentazione dello scarico merci. E' successo che per risolvere un problema sempre crescente e mai affrontato, ma prevedibilissimo dato l'aumento delle licenze date ai negozianti, si è scelto di utilizzare il pugno duro imponendo un divieto che, se da un lato ha come scopo quello di rendere più vivibile e scorrevole la strada, dall'altro impedisce logisticamente l'espletarsi delle attività economiche della zona. E dato che ovviamente nessuno intende interrompere la propria attività, tale divieto non può essere rispettato. E' comunque un divieto che vige, i controlli ci sono, come ci sono le multe, anche frequenti. Sale quindi il malcontento, sale la tensione, e si arriva alle situazioni limite.
E' come se, per rallentare l'avanzata dell'effetto serra, fosse imposto che ad una certa ora si fermino tutti gli impianti a carbone e quelli che utilizzano derivati del petrolio.
Le soluzioni immediate ma a breve termine sono fallimentari. Come risolvere il problema? Non lo so assolutamente, ed è compito degli assessori e dei consiglieri comunali quello di pensare al problema in termini di più ampio respiro e considerando che la situazione in atto non può essere cambiata da un giorno all'altro decretando nuove regole sic et simpliciter.
Sono arrivato in zona attorno alle 19.30, e l'ordine pubblico era stato ristabilito. Tracce dell'accaduto erano evidenziate dalla presenza gruppi di poliziotti con casco e scudo in molti incroci di via Paolo Sarpi.
Ho quindi iniziato ad intervistare persone che lì vivono e/o lavorano, sia cinesi che italiani, e riporto qui di seguito ciò che ho potuto ricavare da queste interviste.
Innanzitutto il fatto di cronaca, che dalle testimonianze sembra coerente con quanto riportato dall'articolo di cui sopra (ho raccolto da un ragazzo cinese testimone oculare gli stessi fatti): in seguito ad una multa da parte della polizia municipale per scarico merci fuori orario, ed ai relativi controlli, un'auto risultava avere l'assicurazione scaduta, e la proprietaria, con figlia al seguito, ha protestato. Si sono quindi scaldati gli animi, ed in questi casi può accadere che si "venga alle mani". La donna è finita a terra. Il testimone che ho ascoltato afferma che hanno "iniziato" i vigili, ma io non posso confermarlo né smentirlo dato che non ero lì presente al momento dell'accaduto. Il testimone ha affermato che sono stati dati schiaffi anche nei confronti della bambina (stesso discorso di prima per quanto riguarda una mia possibile conferma o smentita). Di lì quindi è partita la escalation di violenza. Chi ha cominciato? Non è mio compito né mio interesse stabilirlo, il punto è un altro.
Andiamo infatti oltre. Cosa ha trasformato una multa per scarico merci fuori orario in una rivolta? Da circa due mesi il comune ha imposto limiti di orario per lo scarico. Regola valida solo per tale zona della città, detta anche Chinatown. Perché? Per stessa ammissione dei cittadini della zona, via Paolo Sarpi, una strada molto stretta, era diventata un suk di carrelli. Un traffico sempre crescente di merci trasportati su tali carrelli lungo la via, che rende sempre meno agibile la strada per gli autoveicoli.
Il traffico è crescente, chiaro, perché la zona si sta sviluppando, e sempre nuovi cinesi raggiungono i loro connazionali, e spesso aprono nuove attività commerciali, regolarmente riconosciute e con licenza concessa dal comune.
Gli intervistati mi hanno fatto notare che, senza carrelli, la merce andrebbe portata a mano, o a spalla... il che non è lo stesso, ed al contempo non si può vendere la merce senza... averla nel proprio negozio. Tale situazione, quindi era perfettamente immaginabile nel momento in cui venivano concesse le licenze per le nuove attività commerciali.
Ma andiamo avanti con i "risultati" delle interviste. Che ruolo ricopre il razzismo? Tra i giovani cinesi cosiddetti "di seconda generazione" e gli italiani problemi non ce ne sono, stringono amicizia ed escono assieme. Anche la popolazione di fascia d'età compresa tra i 30 ed i 40 anni pare "funzionare" allo stesso modo. Un gruppo di giovani italiani mi ha raccontato come a Capodanno (quello italiano) italiani e cinesi abbiano festeggiato assieme per strada. Da notare l'adattamento, dato che il capodanno cinese non coincide col nostro.
Uno dei problemi, secondo le testimonianze che ho potuto ascoltare, è presente con la popolazione anziana "autoctona", che si lamenta del sempre crescente numero di cinesi. Altro problema è l'integrazione, soprattutto linguistica. Nonostante come già detto i giovani cinesi e italiani stringano tra loro amicizia, ho incontrato un discreto numero di cinesi, attorno ai 30, che parlano l'italiano con una certa difficoltà. Si parla spesso di isolamento della comunità cinese, ecco un altro problema, ma questo è una conseguenza dell'isolamento linguistico di taluni strati di popolazione cinese.
Mi è stata segnalata anche la presenza di alcune scritte razziste sui muri, ma nelle strade che ho percorso non ne ho incontrate. Quando ne troverò, aggiornerò questo post. A coloro che pensieri razzisti ne hanno, invito a capovolgere per qualche secondo il mouse che hanno in mano per leggere chi l'ha fabbricato.
Torniamo al problema della regolamentazione dello scarico merci. E' successo che per risolvere un problema sempre crescente e mai affrontato, ma prevedibilissimo dato l'aumento delle licenze date ai negozianti, si è scelto di utilizzare il pugno duro imponendo un divieto che, se da un lato ha come scopo quello di rendere più vivibile e scorrevole la strada, dall'altro impedisce logisticamente l'espletarsi delle attività economiche della zona. E dato che ovviamente nessuno intende interrompere la propria attività, tale divieto non può essere rispettato. E' comunque un divieto che vige, i controlli ci sono, come ci sono le multe, anche frequenti. Sale quindi il malcontento, sale la tensione, e si arriva alle situazioni limite.
E' come se, per rallentare l'avanzata dell'effetto serra, fosse imposto che ad una certa ora si fermino tutti gli impianti a carbone e quelli che utilizzano derivati del petrolio.
Le soluzioni immediate ma a breve termine sono fallimentari. Come risolvere il problema? Non lo so assolutamente, ed è compito degli assessori e dei consiglieri comunali quello di pensare al problema in termini di più ampio respiro e considerando che la situazione in atto non può essere cambiata da un giorno all'altro decretando nuove regole sic et simpliciter.
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12 aprile 2007
What a wonderful world
Gente che si dà pena per ciò che sconosciuti vicini dicono di loro, per ciò che si vede, ma che al "sicuro" delle loro quattro mura domestiche non si pone alcun problema nel commettere ogni tipo di nefandezza. Gente che picchia sua figlia e le augura di morire perché ha preso 5 al compito in classe.
Gente invidiosa del fatto che i propri "cari" siano felici. Gente che se io no allora neanche tu. Gente pronta a mettere il bastone tra le ruote se non fai come penso io. Costi quel che costi, che sia la perdita della serenità, che siano liti continue e senza senso o nevrosi collettive. L'importante è punire chi non fa come penso. A costo di autolesionismo. Ma fuori no, tutto deve sembrare lindo e pulito.
Gente che devasta il proprio tempo, le proprie energie e la propria vita a guardare cosa fanno perfetti sconosciuti per criticarli e dire che gli altri sono peggio.
Gente che odia, gente che disprezza, gente che volte uccide, apparentemente perché tifi per una squadra, per rumori molesti o "semplicemente" perché l'altro porta iella.
Gente che picchia solo perché hai un altro colore, nel cuore o nella pelle. O semplicemente per dimostrare di essere più forte. Non si sa di chi.
Gente che pare totalmente avulsa da altri problemi tanto da crearseli e "risolverseli" da sola. E invece no. Questa gente di problemi ne ha, e tanti. E' gente di tutti i tipi, appartenente alle più svariate classi sociali, e che da tali atti non ricava giovamento alcuno.
Eppure lo fanno, e sono in tanti, in tantissimi....
Gente invidiosa del fatto che i propri "cari" siano felici. Gente che se io no allora neanche tu. Gente pronta a mettere il bastone tra le ruote se non fai come penso io. Costi quel che costi, che sia la perdita della serenità, che siano liti continue e senza senso o nevrosi collettive. L'importante è punire chi non fa come penso. A costo di autolesionismo. Ma fuori no, tutto deve sembrare lindo e pulito.
Gente che devasta il proprio tempo, le proprie energie e la propria vita a guardare cosa fanno perfetti sconosciuti per criticarli e dire che gli altri sono peggio.
Gente che odia, gente che disprezza, gente che volte uccide, apparentemente perché tifi per una squadra, per rumori molesti o "semplicemente" perché l'altro porta iella.
Gente che picchia solo perché hai un altro colore, nel cuore o nella pelle. O semplicemente per dimostrare di essere più forte. Non si sa di chi.
Gente che pare totalmente avulsa da altri problemi tanto da crearseli e "risolverseli" da sola. E invece no. Questa gente di problemi ne ha, e tanti. E' gente di tutti i tipi, appartenente alle più svariate classi sociali, e che da tali atti non ricava giovamento alcuno.
Eppure lo fanno, e sono in tanti, in tantissimi....
02 aprile 2007
Homeward bound (o Vite parallele)
Venerdì sera, ore 22:30. I treni allineati sui binari, pronti per partire. Le banchine gremite di gente che trascina i propri bagagli, mentre si dirige verso la propria carrozza. Per la maggior parte sono emigranti, diretti verso il proprio paese per il fine settimana. Gente che porta nelle valigie cose tanto diverse.
C'è chi porta sempre con sé la propria terra, c'è invece chi oramai è un apolide, tanto è avvezzo a cambiar continuamente domicilio da svariati anni. Li distingui dal modo di parlare: i primi non hanno mai perso la loro cadenza, ed anche se vivono da più di 15 anni a più di 800 km dalla loro terra di origine è immediato capire da dove provengano. I secondi invece parlano in un modo che si potrebbe definire insolito: una commistione di accenti, difficile da individuare, anche se c'è sempre una "radiazione di fondo" dominante.
Cosa portano nelle valigie? Cosa pensano? C'è chi lavora lontano da casa, e torna ogni fine settimana dalla sua famiglia, sua moglie, i suoi figli. E mentre viaggia pensa a come sarà doloroso arrivare a casa e notare che nei primi istanti suo figlio piccolo farà fatica a riconoscerlo subito. Ok, dopo dal bimbo verrà fuori tutto l'affetto di questo mondo, ma quei cinque minuti sono un dolore lancinante. C'è chi pensa alla persona amata, e si chiede se i propri pensieri siano condivisi. C'è chi sogna di comprare casa per se e la propria famiglia proprio lì, dove è diretto il treno, e si chiede quando e se questo potrà accadere.
C'è anche a chi, dopotutto, sta bene lo status quo. Ci sono anche quelli che, partendo, si stanno costruendo un'altra vita, da qualche altra parte, e che hanno visto la loro partenza come l'aprirsi di nuove possibilità, di nuove strade da esplorare prima inimmaginate. Strade a volte rettilinee, a volte impervie, spesso impreviste.
Tutta questa gente, così diversa, partirà tra qualche manciata di minuti, e vivrà qualche giorno in maniera diversa rispetto agli altri. Come se conducesse vite parallele.
Eppure c'è qualcosa che accomuna tutte queste persone. La voglia di qualcuno che li aspetti, che aspetti solo loro e che non veda l'ora che arrivino.
Ma ora basta. Un fischio dal treno ne annuncia la partenza. Homeward bound, diretto verso casa.
Tonight I'll sing my songs again
I'll play the game and pretend
But all my words come back to me
In shades of mediocrity
Like emptiness in harmony
I need someone to comfort me
(Simon and Garfunkel)
C'è chi porta sempre con sé la propria terra, c'è invece chi oramai è un apolide, tanto è avvezzo a cambiar continuamente domicilio da svariati anni. Li distingui dal modo di parlare: i primi non hanno mai perso la loro cadenza, ed anche se vivono da più di 15 anni a più di 800 km dalla loro terra di origine è immediato capire da dove provengano. I secondi invece parlano in un modo che si potrebbe definire insolito: una commistione di accenti, difficile da individuare, anche se c'è sempre una "radiazione di fondo" dominante.
Cosa portano nelle valigie? Cosa pensano? C'è chi lavora lontano da casa, e torna ogni fine settimana dalla sua famiglia, sua moglie, i suoi figli. E mentre viaggia pensa a come sarà doloroso arrivare a casa e notare che nei primi istanti suo figlio piccolo farà fatica a riconoscerlo subito. Ok, dopo dal bimbo verrà fuori tutto l'affetto di questo mondo, ma quei cinque minuti sono un dolore lancinante. C'è chi pensa alla persona amata, e si chiede se i propri pensieri siano condivisi. C'è chi sogna di comprare casa per se e la propria famiglia proprio lì, dove è diretto il treno, e si chiede quando e se questo potrà accadere.
C'è anche a chi, dopotutto, sta bene lo status quo. Ci sono anche quelli che, partendo, si stanno costruendo un'altra vita, da qualche altra parte, e che hanno visto la loro partenza come l'aprirsi di nuove possibilità, di nuove strade da esplorare prima inimmaginate. Strade a volte rettilinee, a volte impervie, spesso impreviste.
Tutta questa gente, così diversa, partirà tra qualche manciata di minuti, e vivrà qualche giorno in maniera diversa rispetto agli altri. Come se conducesse vite parallele.
Eppure c'è qualcosa che accomuna tutte queste persone. La voglia di qualcuno che li aspetti, che aspetti solo loro e che non veda l'ora che arrivino.
Ma ora basta. Un fischio dal treno ne annuncia la partenza. Homeward bound, diretto verso casa.
Tonight I'll sing my songs again
I'll play the game and pretend
But all my words come back to me
In shades of mediocrity
Like emptiness in harmony
I need someone to comfort me
(Simon and Garfunkel)
31 marzo 2007
Milano. Carlo Lucarelli alla Feltrinelli di piazza Piemonte
Ieri sera c'è stata a Milano la presentazione del libro+DVD Piazza Fontana di Carlo Lucarelli. Il DVD contiene l'omonima puntata di Blu Notte - Misteri Italiani andata in onda nel 2005. La sala era gremita di giovani, seduti, in piedi, affacciati dalle scale che portano al primo piano. Tutti in attesa di ascoltare ciò che lo scrittore avrebbe detto su questo lavoro così importante.
Importante, perché testimonianza di come la TV possa diventare uno strumento capace di creare nelle giovani generazioni, ma non solo, una coscienza storica, un voler conoscere ed approfondire avvenimenti accaduti apparentemente tanti anni fa, di cui apparentemente è svanito l'interesse, e che invece sono state svolte epocali, che hanno contribuito a creare l'attuale situazione, nel bene e nel male.
Lo scrittore ha parlato di come nasce la sua trasmissione: erano partiti da casi di cronaca irrisolti, riguardanti gente comune, avendo però in serbo il sogno di realizzare lavori, come quelli poi svolti, che parlassero della storia italiana, in particolare dal secondo dopoguerra in poi.
Storia che troppo spesso viene dimenticata. Storia che troppo spesso viene considerata troppo lontana. Storia che, quando si prova ad accennarne, spuntano fuori luoghi comuni come ad esempio "è troppo complicata".
E invece no. Lucarelli ed i suoi collaboratori hanno compiuto un lavoro colossale di ricerca, consultando documenti, intervistando a più riprese i testimoni degli eventi e personaggi politici che, come ha ricordato lui stesso, quando si accorgono che il loro tempo sta per concludersi, decidono di svelare informazioni che hanno nascosto per anni.
Notevole il discorso su buoni e cattivi: in un lavoro documentale non si può parlare di buoni o di cattivi; bisogna basarsi sui fatti, a prescindere dalle idee che l'autore o gli autori stessi abbiano di taluni personaggi. L'altra faccia della medaglia di ciò è però il non poter parlare di nomi e cognomi di persone coinvolte nei vari casi ma dei quali non esiste ancora una verità giudiziaria, pena querele e/o censure. Ma è giusto così.
Da ricordare anche le considerazioni sul titolo della trasmissione, in particolare sulla parola misteri: la parola migliore sarebbe stata segreti, dato che un mistero presuppone un atto di fede, mentre gli avvenimenti storici da lui trattati paiono misteri perché c'è chi fa in modo che la verità non venga a galla. Ustica, il caso Mattei, la stessa strage di Piazza Fontana. La verità esiste, non è un mistero, è solo stata nascosta. Anche se qualcosa è venuta fuori. Nel caso di Piazza Fontana è documentato che un importante ruolo l'ha avuto la cellula veneta di Ordine Nuovo. E' documentato che nel maggio del 1965 c'è stato un convegno di neofascisti all'hotel Parco dei Principi a Roma, in cui è stata delineata la cosiddetta strategia della tensione.
Alla fine del suo discorso ci sono stati gli interventi dei presenti, a testimoniare ancora una volta il merito dell'autore di aver svegliato la coscienza di molte persone, soprattutto giovani non ancora nati negli anni raccontati, persone che dopo aver visto Blu Notte sono corse a documentarsi, a leggere libri, ad approfondire i singoli avvenimenti, a confrontare punti di vista diversi.
Tema ricorrente delle domande, il come si possa fare a difendersi dalla continua distrazione che fanno i mass media da temi importanti come quelli riguardanti la nostra storia, bombardando la carta stampata e non solo con le vicende del processo di Cogne, di vallettopoli, di mostri sbattuti in prima pagina. E come si possa insegnare ai propri figli a distinguere la verità all'interno del baccano mediatico a cui siamo sottoposti.
La risposta di Lucarelli è stata che è compito nostro come italiani quello di non far morire, di non far cadere nel dimenticatoio storie delle quali noi stessi siamo fatti, anche se sono passati 30 anni o più. Cercando e mettendo a confronto le varie fonti. La storia deve vivere dentro di noi. Come difendersi dalla informazione-spazzatura? Il nostro ha esemplificato ricordando una trasmissione in cui un politico di centro-destra ed uno di centro-sinistra dibattevano animatamente, togliendosi la parola a vicenda, sul fatto che Andreotti fosse colpevole o innocente riguardo i suoi contatti con la mafia. Il politico di centro-destra affermava l'innocenza, quello di centro-sinistra la colpevolezza.
Peccato che sarebbe bastato leggere la sentenza, che esiste, per mettere a zittire la specie di lite condominiale in atto e porre fine alla discussione. Come difendersi dunque? Cambiando canale, non guardando più quella trasmissione i cui autori vogliono alzare l'audience solo facendo rumore.
Come difendersi dunque? Cercando i fatti, approfondendo, studiando, facendo nostra la storia, la nostra storia. Troppo spesso la superficialità ci spinge a credere a voci ascoltate solo in virtù del rumore con cui vengono gridate o della "simpatia" o popolarità del personaggio che le fa sue. O peggio, in virtù della loro spettacolarità, senza basarci sui fatti e senza approfondire, creando spesso teorie del complotto assurde e senza fondamento.
Molte delle puntate di Blu Notte delle edizioni 2005 e precedenti sono a disposizione in streaming sul sito di RaiClick TV. In particolare qui e qui.
Segnalo inoltre la registrazione della notizia del TG del 12 dicembre 1969 riguardante la strage di piazza Fontana, disponibile sul sito RAI in streaming in formato RealPlayer.
Importante, perché testimonianza di come la TV possa diventare uno strumento capace di creare nelle giovani generazioni, ma non solo, una coscienza storica, un voler conoscere ed approfondire avvenimenti accaduti apparentemente tanti anni fa, di cui apparentemente è svanito l'interesse, e che invece sono state svolte epocali, che hanno contribuito a creare l'attuale situazione, nel bene e nel male.
Lo scrittore ha parlato di come nasce la sua trasmissione: erano partiti da casi di cronaca irrisolti, riguardanti gente comune, avendo però in serbo il sogno di realizzare lavori, come quelli poi svolti, che parlassero della storia italiana, in particolare dal secondo dopoguerra in poi.
Storia che troppo spesso viene dimenticata. Storia che troppo spesso viene considerata troppo lontana. Storia che, quando si prova ad accennarne, spuntano fuori luoghi comuni come ad esempio "è troppo complicata".
E invece no. Lucarelli ed i suoi collaboratori hanno compiuto un lavoro colossale di ricerca, consultando documenti, intervistando a più riprese i testimoni degli eventi e personaggi politici che, come ha ricordato lui stesso, quando si accorgono che il loro tempo sta per concludersi, decidono di svelare informazioni che hanno nascosto per anni.
Notevole il discorso su buoni e cattivi: in un lavoro documentale non si può parlare di buoni o di cattivi; bisogna basarsi sui fatti, a prescindere dalle idee che l'autore o gli autori stessi abbiano di taluni personaggi. L'altra faccia della medaglia di ciò è però il non poter parlare di nomi e cognomi di persone coinvolte nei vari casi ma dei quali non esiste ancora una verità giudiziaria, pena querele e/o censure. Ma è giusto così.
Da ricordare anche le considerazioni sul titolo della trasmissione, in particolare sulla parola misteri: la parola migliore sarebbe stata segreti, dato che un mistero presuppone un atto di fede, mentre gli avvenimenti storici da lui trattati paiono misteri perché c'è chi fa in modo che la verità non venga a galla. Ustica, il caso Mattei, la stessa strage di Piazza Fontana. La verità esiste, non è un mistero, è solo stata nascosta. Anche se qualcosa è venuta fuori. Nel caso di Piazza Fontana è documentato che un importante ruolo l'ha avuto la cellula veneta di Ordine Nuovo. E' documentato che nel maggio del 1965 c'è stato un convegno di neofascisti all'hotel Parco dei Principi a Roma, in cui è stata delineata la cosiddetta strategia della tensione.
Alla fine del suo discorso ci sono stati gli interventi dei presenti, a testimoniare ancora una volta il merito dell'autore di aver svegliato la coscienza di molte persone, soprattutto giovani non ancora nati negli anni raccontati, persone che dopo aver visto Blu Notte sono corse a documentarsi, a leggere libri, ad approfondire i singoli avvenimenti, a confrontare punti di vista diversi.
Tema ricorrente delle domande, il come si possa fare a difendersi dalla continua distrazione che fanno i mass media da temi importanti come quelli riguardanti la nostra storia, bombardando la carta stampata e non solo con le vicende del processo di Cogne, di vallettopoli, di mostri sbattuti in prima pagina. E come si possa insegnare ai propri figli a distinguere la verità all'interno del baccano mediatico a cui siamo sottoposti.
La risposta di Lucarelli è stata che è compito nostro come italiani quello di non far morire, di non far cadere nel dimenticatoio storie delle quali noi stessi siamo fatti, anche se sono passati 30 anni o più. Cercando e mettendo a confronto le varie fonti. La storia deve vivere dentro di noi. Come difendersi dalla informazione-spazzatura? Il nostro ha esemplificato ricordando una trasmissione in cui un politico di centro-destra ed uno di centro-sinistra dibattevano animatamente, togliendosi la parola a vicenda, sul fatto che Andreotti fosse colpevole o innocente riguardo i suoi contatti con la mafia. Il politico di centro-destra affermava l'innocenza, quello di centro-sinistra la colpevolezza.
Peccato che sarebbe bastato leggere la sentenza, che esiste, per mettere a zittire la specie di lite condominiale in atto e porre fine alla discussione. Come difendersi dunque? Cambiando canale, non guardando più quella trasmissione i cui autori vogliono alzare l'audience solo facendo rumore.
Come difendersi dunque? Cercando i fatti, approfondendo, studiando, facendo nostra la storia, la nostra storia. Troppo spesso la superficialità ci spinge a credere a voci ascoltate solo in virtù del rumore con cui vengono gridate o della "simpatia" o popolarità del personaggio che le fa sue. O peggio, in virtù della loro spettacolarità, senza basarci sui fatti e senza approfondire, creando spesso teorie del complotto assurde e senza fondamento.
Molte delle puntate di Blu Notte delle edizioni 2005 e precedenti sono a disposizione in streaming sul sito di RaiClick TV. In particolare qui e qui.
Segnalo inoltre la registrazione della notizia del TG del 12 dicembre 1969 riguardante la strage di piazza Fontana, disponibile sul sito RAI in streaming in formato RealPlayer.
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